La lavagna tattica: Cagliari-Chievo Verona

Decimo atto della Serie A 2018-2019. Alla Sardegna Arena, match tra rossoblu e gialloblu. Duello in panchina tra Maran e Ventura

pubblicato il 27/10/2018 in La Lavagna Tattica da Fabio Loi
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Fabio Loi
2018

Archiviato il pareggio esterno contro la Fiorentina, il Cagliari vuole continuare il suo percorso di consolidamento nella classifica della Serie A 2018-2019.

L’avversario dei sardi guidati da Rolando Maran, che giocheranno in casa alla Sardegna Arena, sarà il fanalino di coda Chievo Verona guidato da Giampiero Ventura.

I rossoblu sono reduci - come detto - dal pari per 1-1 contro la Viola, mentre i gialloblu hanno perso nettamente per 5-1 in casa contro l'Atalanta.

Vediamo quali sono le due filosofie tattiche dei due allenatori in vista della partita in programma domenica alle ore 15.00.

Il 4-4-2 a diamante di Maran: Nelle sue prime uscite ufficiali da allenatore del Cagliari, Maran ha spesso disegnato il suo Cagliari in maniera camaleontica, ma senza intaccare il modulo dei rossoblu, ovvero il 4-1-2-1-2 (o anche 4-3-1-2).

Tale schema può essere visto come una reinvenzione del classico 4-4-2, dove il centrocampo è schierato a diamante. I due vertici del diamante sono rappresentati da due giocatori dalle caratteristiche opposte.

Il vertice inferiore è un tipo di centrocampista preposto per la fase difensiva, che fa da scudo davanti alla difesa e rilancia l’azione, avendo dalla sua anche una grande visione di gioco (Bradaric), mentre quello superiore è rappresentato da un giocatore dalle spiccate doti offensive, ovvero il trequartista (Castro), schierato in appoggio alle punte che giocano l’una accanto all’altra (Joao Pedro e Pavoletti) per impostare il gioco d’attacco, svariando e inventando su tutto il fronte.

Con questa scelta, si è in genere propensi a utilizzare nei vertici del diamante (quindi sugli interni tatticamente parlando) giocatori più propensi a difendere.

Nel nostro caso, Maran schiera spesso due mezzali con compiti di copertura ma anche di spinta (Ionita e Barella) e che, grazie ai loro inserimenti, trasformano il Cagliari in corso d’opera dal 4-4-2 diamond in un pericoloso quanto imprevedibile 4-1-3-2 (utilizzato in passato dal Portogallo campione d’Europa e dalla Francia campione del Mondo).

Davanti al portiere (Cragno), la retroguardia del 4-4-2 diamond del Cagliari è formata da due laterali che sappiano effettuare entrambe le fasi di gioco (Srna e Padoin) e da due difensori centrali con caratteristiche diverse: uno con licenza di impostare (Ceppitelli) e l’altro con compiti di marcatura a uomo e dinamicità (Pisacane o Romagna).

Il 3-5-2 di Ventura: l’ex Ct non ha iniziato benissimo la sua avventura in gialloblu dopo il flop Nazionale, subendo una netta sconfitta in casa per 5-1 per mano di una ritrovata Atalanta. Ventura, tuttavia, ha già avviato la sua rivoluzione dal suo arrivo al posto di Lorenzo D’Anna, archiviando il 4-4-2 e passando al 3-5-2.

Tatticamente, nel 3-5-2 il ruolo fondamentale è ricoperto dai laterali o tornanti (De Paoli a destra e Jaroszynski a sinistra): il loro contributo deve essere determinante in entrambe le fasi di gioco (difensiva e offensiva).

La retroguardia clivense, schierata davanti al portiere (Sorrentino), è composta da 3 difensori centrali puri (talvolta può esserci un solo centrale di ruolo e due laterali), con i primi due addetti alla marcatura a uomo e il terzo nelle vesti di libero a chiudere la diagonale.

Nella scorsa gara, Ventura ha provato il trio Barba-Rossettini-Bani, ma il primo non ci sarà per squalifica. Il tecnico, però, continuerà a volere nella sua difesa giocatori fisici e con ogni probabilità inserirà Cesar, facendo scalare Rossettini come centrale di destra e confermando lo stesso Bani come centrale di sinistra.

Il centrocampo è composto da un giocatore muscolare davanti al trio difensivo (Radovanovic), supportato da due mezzali con caratteristiche diametralmente opposte: il primo è tecnico e di fantasia (Birsa), mentre il secondo è più fisico e di quantità (Rigoni), con licenza di inserimento.

In attacco, le due punte (nello specifico Stepinski e Meggiorini) si posizionano in genere l’una affianco all’altra, ma Ventura può anche scegliere di disporli in verticale, con quella più arretrata (sarebbe nel caso proprio Meggiorini) che agirebbe da trequartista (generando la variante tattica 3-5-1-1).

L'alternativa? Mettersi a specchio col 4-4-2 diamond: Ventura, dal canto proprio, sa adattare le sue squadre a seconda dell'avversario, ragion per cui potrebbe anche decidere di mettersi a specchio rispetto al Cagliari e proporre il 4-4-2 diamond.

Si tratta di una derivazione del più classico (e conosciuto) modulo del mondo del pallone, ovvero il classico 4-4-2. Consiste in una differente interpretazione del 4-1-2-1-2 o del 4-4-2 a rombo.

Davanti al portiere (Sorrentino), la difesa è composta da 4 elementi, vale a dire due centrali muscolari (Cesar e uno tra Bani o Rossettini) e due esterni di spinta (De Paoli e Jaroszynski). Il trio della mediana (Rigoni-Radovanovic-Hetemaj) ha compiti prevalentemente difensivi.

Il trequartista (Birsa), grazie ai suoi inserimenti in fase di possesso palla in zona offensiva, può far mutare il modulo in un 4-3-3 agendo come terza punta (sulla medesima linea di Stepinski e Meggiorini) o da esterno adattato.