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Così così

L'analisi del match contro il Como

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E la prima è andata. Più male che bene a dir la verità. Il Cagliari è tornato dopo sette anni in Serie B e si è subito accorto che è molto diversa da come l'aveva lasciata. Il Como si è rivelato una squadra ostica, che ha tenuto per più tempo il pallino del gioco ed è sembrato molto più a suo agio in mezzo al campo. Ma non ha affondato il colpo: ci ha provato con Parigini ma Radunovic ha detto di no e allora, nel recupero, o meglio, in zona Pereiro, è arrivato il pari, partito da un mancino terrificante del fantasista uruguagio. 

Il Cagliari ha fatto vedere che ha una panchina pesante, con Lapadula, Rog, Nandez e lo stesso Pereiro subentrati nella ripresa. Ma i cambi non bastano sempre, neanche se questi nomi partissero dal 1'. Al di là dei singoli, si è visto un collettivo un po' scarico, soprattutto all'inizio, quando il Como è partito forte ed è andato in vantaggio con Mancuso. 

Il primo tempo degli isolani è passato alla storia solo per un'occasione con Pavoletti, poi il nulla. Il secondo è iniziato come quello precedente, ma negli ultimi 20 minuti il Cagliari ha finalmente alzato il baricentro e ha punito un Como poco cinico. I sardi escono quindi con un punto, meglio di niente, ma ci sono da rivedere parecchio cose. 

Prima di tutto la manovra offensiva, che è mancata quasi del tutto. A parte qualche spunto di Luvumbo e un paio di strappi di Desogus, c'è stata una carenza di pericolosità dalla trequarti in su, con Pavoletti prima e Lapadula poi troppo sconnessi dal resto dei compagni. Le due punte sono state quasi invisibili, hanno toccato pochi palloni e in generale hanno avuto difficoltà a trovare gli spazi giusti. 

E qui veniamo al centrocampo. Makoumbou ha giocato una gara tutto sommato positiva, ma Deiola e Viola hanno deluso. Soprattutto il secondo, da cui ci si aspettava la scintilla, è parso abbastanza spento. 

Per quanto riguarda il reparto arretrato invece, ci sono delle bocciature pesanti. Si è notata sin da subito una difficoltà dei terzini nel proporre gioco e accompagnare ma anche nel coprire, con Di Pardo e Zappa in difficoltà. 

Il pacchetto dei centrali ha fatto il bello e il cattivo tempo, Obert ha avuto qualche amnesia, soprattutto una che poteva costare carissima, Goldaniga ha tenuto meglio ma anche lui ha concesso qualcosa di troppo. 

Liverani avrà i suoi grattacapi in questa settimana, anche perché domenica prossima ci sarà il Cittadella e l'esordio in casa, dove i tre punti saranno un obbligo. La Serie B è un campo minato, il Cagliari ha rischiato di farsi molto male ma alla fine ha tirato un sospiro di sollievo.  Ma non sempre può andare così. 
 

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