La scarrellata in acrobazia che può cambiare la stagione

L'analisi del match contro il Sassuolo

pubblicato il 22/11/2021 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
2021

Se dovessi inquadrare un momento preciso per definire quando i rossoblù retrocedettero l'ultima volta, avrei in mente due frangenti: il primo, il gol di Vecino in Cagliari-Empoli, al ritorno in panchina di Zeman, in pieno recupero. Il secondo, ancor più pesante e nuovamente a tempo scaduto, la rovesciata con cui un altro ex, Mauricio Pinilla, consegnò tre punti all'Atalanta e – di fatto – condannò i sardi.

Non so se andrà esattamente così, ma quantomeno non si può escludere che stavolta i rossoblù non possano, invece, costruire una salvezza attorno alla estemporanea follia di una cilena. Il gol di Keita, più che qualsiasi cambio in panchina, era lo scossone di cui il Cagliari aveva bisogno. Non tanto per il punto, per quanto prezioso, quanto per il significato intrinseco che il gesto tecnico porta con sé. In quell'istante i rossoblù, e forse finalmente, si sono accorti di avere i colpi in canna, di poter giocare almeno alla pari col Sassuolo senza inventare niente di fantascientifico, ma semplicemente scarrellando. Oggi sardi e neroverdi hanno otto punti di distanza, una differenza fuori dalla grazia di Dio per i valori a disposizione. Del resto non può essere un caso che mezza Italia sia pronta a fare carte false per naturalizzare il centravanti dell'ultima in classifica, sacrificando sull'altare di Joao Pedro un ex Scarpa d'Oro: semplicemente l'ultima in classifica non è un'ultima in classifica. Il fatto è che nessun professore metterebbe 10 sulla fiducia dopo una scena muta, basandosi sull'assicurazione dello studente che garantisca d'aver studiato. Allo stesso modo i risultati son tiranni, e il Cagliari si appresta a vivere due settimane che chiariranno cosa possa essere da grande. La Salernitana, venerdì (e verosimilmente senza il deus ex macchina Ribery), dirà se il campionato avrà senso di esistere. Poi due sfide contro altrettante pari grado: prima l'Hellas, poi il Torino. Il 6 dicembre si tireranno le somme e si avrà un'idea di cosa i rossoblù chiederanno al 2022: più costanza o più preghiere.