Cagliari, abbandona la zona Cesarini

I rossoblu devono imparare a mettere al sicuro il risultato per evitare inutili sofferenze, o peggio (vedi Modena) rimonte ai limiti dell'impossibile

pubblicato il 30/03/2016 in Approfondimenti da Giambattista Marongiu
Condividi su:
Giambattista Marongiu

Gli ultimi risultati positivi del Cagliari, sono arrivati in extremis. La squadra, infatti, ha mostrato non poche difficoltà prima a sbloccare il risultato, poi a gestire la gara e metterlo in cassaforte in numerosi incontri giocati nel nuovo anno.

La prima partita nella quale la squadra di Rastelli ha dovuto recuperare il risultato è stata quella disputata contro il Como dell’ex Gianluca Festa quando, sotto di una rete, Joao Pedro ha rimesso le cose a posto, ma solo al 92esimo.

Anche la vittoria contro il Pescara è arrivata dopouna gara in salita; vantaggio degli abruzzesi nel primo tempo ribaltato poi dai rossoblu nel secondo tempo, da Farias prima e grazie a un’autogoal di Lapadula poi. Ancor più clamorosi sono stati, il pareggio strappato all’ultimo minuto di gioco contro il Trapani, ancora grazie a una prodezza di Joao Pedro giunta al 93esimo, che ha fissato il punteggio finale sul 2-2; stesso discorso per la vittoria sul Modena conquistata nell’ultima gara di campionato al “Braglia”, anch’essa arrivata nei minuti di recupero e a una manciata di secondi dalla fine.

Da sottolineare, infine, che spesso sono state le giocate dei singoli a sbloccare la gara, come è successo a Vicenza, dove l’ingresso in campo di Federico Melchiorri ha dato una svolta determinante alla manovra d’attacco rossoblu.

L’imperativo categorico, per le gare rimaste da giocare, non può che essere quello di chiuderle senza dover rincorrere il risultato è i 3 punti.