Il tassello mancante: ciò che Zeman voleva ma che non ha ottenuto

Potrebbe pesare l’assenza di un mancino in attacco

pubblicato il 04/09/2014 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni

Zeman ha indubbiamente dei difetti, ma anche alcuni innegabili pregi come quello evidente di valorizzare oltremodo determinati elementi. Giocatori che, al di là della sua egida, raramente ripetono le gesta propiziate dal boemo. Un tecnico aziendalista per eccellenza, che paga spesso e volentieri i dividendi più alti in sede di calciomercato che in termini di classifica. In terra sarda non ha fatto eccezione tacitando alcuni mal di pancia personali e accettando le scelte della nuova dirigenza rossoblù in particolare riferimento al ruolo di estremo difensore. Andando ad analizzare attentamente le caratteristiche degli interpreti del boemo, si va a scoprire la mancanza di un giocatore offensivo che abbia nel sinistro il piede preferito. Nelle sue varie esperienze Zeman ha saputo variare il reparto offensivo con molteplici protagonisti con altrettante peculiarità.
È altrettanto vero che non poter schierare sulla fascia destra d’attacco un mancino capace di inserirsi e concludere pericolosamente verso la porta avversaria, riduce le soluzioni nella faretra rossoblù. Il ruolo interpretato dal portiere che gioca da libero è sicuramente più appariscente, ma un attacco dai molteplici volti sarebbe tornato utile in svariate occasioni, quando cambiare la carte in tavola può risultare una mossa vincente. Il calciomercato si è appena concluso, quindi parlare della finestra di Gennaio se non di cattivo gusto è inopportuno, ma sarà lecito attendersi che quel tassello che ora manca venga aggiunto al più presto.