Marin-Oliva, chi la spunta?

Due registi atipici che potrebbero giocare a seconda del tipo di modulo: il rumeno parte avanti ma l'uruguagio è più che un'opzione

pubblicato il 15/10/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Razvan Marin e Christian Oliva sono due giocatori diversi, ma che nel Cagliari interpretano lo stesso ruolo. Entrambi si contendono le chiavi della cabina di regia, con il rumeno che parte più avvantaggiato dell'uruguagio. 

Nell'undici titolare c'è spazio solo per uno dei due al centro della mediana: Marin ha giocato da titolare le prime tre, senza però convincere, mentre Oliva aspetta alla finestra il suo momento. Nessuno dei due è un regista puro, alla Cigarini per intenderci, ed è questa una delle maggiori criticità del modulo di Di Francesco, visto che il il suo tipo di calcio prevede delle geometrie ben precise. 

Marin è più un trequartista arretrato, che gioca verticalmente ma non imposta, mentre Oliva è più gregario che costruttore di gioco, predilige il dinamismo alla tecnica. Sono entrambi due play atipici, ma in questa squadra possono dare comunque il loro contributo. 

A seconda del modulo dunque l'uno ha più possibilità di giocare dell'altro. Col 4-3-3 il favorito, e l'abbiamo visto, è Marin, nonostante si trovi per adesso in difficoltà: l'ambientamento nel calcio italiano non è semplice e ci vorrà ancora un po'. Il fatto è che lui non è un vertice basso, ma alto, quindi andrebbe coperto quando esce palla al piede da una delle due mezzali. Con Oliva invece questo problema non ci sarebbe, ma si perderebbe qualcosa in fase di costruzione e manovra offensiva. In questi giorni si è parlato poi di cambio di modulo, con Di Francesco che potrebbe provare il 4-3-1-2 o addirittura una sorta di 4-2-3-1: in tal caso il numero 21 si troverebbe più a suo agio, visto che delegherebbe la trama del gioco al trequartista, mentre lui si occuperebbe di fare da cerniera in mezzo al campo. In più, nel 4-2-3-1, essendo uno dei due  centrocampisti arretrati, avrebbe un punto di riferimento qualora gli venisse chiesto di impostare. 

Un modulo fa la differenza per tutti e due e sarà curioso vedere chi sceglierà Di Francesco nelle prossime gare. Marin è l'investimento da 10 milioni, difficile che lo releghi in panca, per cui Oliva sarebbe più un'alternativa da partita in corso, ma non sempre potrebbe essere così. 

Tuttavia, resta un po' il rammarico che per il gioco difranceschiano non sia arrivato un vero sostituto di Cigarini, vista l'importanza del regista nelle idee del mister rossoblu. Bisognerà fare dunque di necessità virtù, come si sta già imparando.