Il Cagliari non può prescindere dal gioco

Dove la forma viene espressa, ne giova anche la sostanza

pubblicato il 14/12/2019 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi
2019

Una delle caratteristiche più evidenti dell'attuale Cagliari di Maran è sicuramente la ricerca costante di trame di gioco e la costruzione di manovre corali. Chiaro esempio, oltre che di maturità tattica, anche di un alto livello di prassi estetica raggiunto e che, se inibito dagli avversari, porta ancora inevitabili criticità sul piano mentale (fin ora) pagate a carissimo prezzo.

Imporre la propria idea di calcio infatti, non è stato fin qui sempre possibile. Anche per effetto di certi avversari come ad esempio (Verona, Lecce e Sassuolo). I rossoblu, disturbati sistematicamente nell'impostazione del palleggio, hanno faticato (e non poco) per avere ragione di compagini tanto “modeste” (sulla carta) quanto tignose ed ostiche sul campo.

Il dato lampante, in virtù di questa tendenza, è che le migliori prestazioni degli isolani siano arrivate  proprio quando è stato possibile esprimere le proprie doti in modo fluente. Partite cioè, dove bel gioco e assetto tattico, perfettamente interconnesse, hanno anche generato spinta emotiva, maggiore consapevolezza e addirittura, a tratti, puro divertimento dei calciatori (vedi con Bologna, Spal e Fiorentina).

Traducendo il tutto in un concetto, si potrebbe affermare che per il Cagliari del centenario “dove la forma viene espressa, ne giova anche la sostanza”.

Una squadra matura tecnicamente insomma, ma al tempo stesso ancora troppo fragile quando l'avversario è coriaceo e non ti lascia giocare come vorresti. Nervosismo e frustrazione che, andrebbero controllati e calibrati meglio.

Essenziali se messi a disposizione dell'agonismo, devastanti se puniti da decisioni arbitrali (vedi Olsen e Cacciatore).

Visto in questi termini, è un Cagliari che se messo nelle condizioni di non “essere bello” come si è abituato fare spesso, rischia paradossalmente di scivolare nella frustrazione, in falli irruenti, cartellini e svarioni imperdonabili. Salvo poi dover riparare i danni, con miracoli dei singoli e nel finale, per riacciuffare partite cardiologicamente impossibili.