Che confusione!

Rolando Maran ha effettuato delle scelte perlomeno discutibili nella partita persa contro il Brescia, a cominciare dall’esclusione di Luca Cigarini

pubblicato il 27/08/2019 in Approfondimenti da Antonello Cossu
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Antonello Cossu
2018

Cagliari-Brescia non è andata esattamente come la tifoseria rossoblù sperava e si aspettava.

La matricola guidata dall’ex patron Cellino ha portato a casa l’intera posta sfoderando un’ottima prestazione che ha forse “sorpreso” Maran e i rossoblù, complici alcune scelte quantomeno opinabili del tecnico trentino. Ovviamente non si può avere la certezza che prendendo altre vie il risultato di 0-1 per le Rondinelle sarebbe cambiato, però magari si sarebbe potuto ottenere qualcosa in più.

Per cominciare la scelta che ha fatto più discutere addetti e tifosi: schierare Nainggolan in cabina di regia, limitando di fatto il raggio d’azione del giocatore, seppur ci fossero a disposizione almeno altri due elementi in grado di ricoprire quel ruolo, Cigarini in primis ma anche Oliva (per Bradaric vale la questione legata al mercato). Il ‘Ninja’ avrebbe potuto tranquillamente agire come mezzala o, in alternativa a Birsa/Castro, sulla trequarti, zona dove si è consacrato come uno dei più forti centrocampisti in circolazione.

Passando al reparto che è stato più problematico, ovvero la difesa, possiamo dire col senno del poi che anche la mossa di preferire Lykogiannis a Pellegrini si sia rivelata infruttuosa: dalla parte del terzino greco il Brescia ha fatto letteralmente il bello ed il cattivo tempo per quasi tutti i 90 minuti. Forse l’ex Juventus - nonostante fosse arrivato in squadra tardi a causa della preparazione con i bianconeri - avrebbe potuto dare una grossa mano. D'altronde conosce già ambiente e compagni e la scorsa stagione fu schierato subito titolare appena dopo il suo arrivo, di quanto adattamento avrà mai bisogno?

Se questi accorgimenti avrebbero cambiato il destino del Cagliari nessuno può dirlo, tuttavia rimane il rammarico di aver gettato al vento tre punti importanti non a causa della forza degli avversari ma più per colpa di un po' di confusione nella scelta e nell’utilizzo delle risorse a disposizione.