Cagliari-Genoa: l’analisi tattica

Anche i liguri hanno nelle fasce il punto di forza, ma patiscono gli inserimenti centrali; occhio al possibile ritorno di Ekdal

pubblicato il 07/12/2013 in Approfondimenti da Andrea Piras
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Andrea Piras
Diego Lopez e Ivo Pulga

Seconda partita consecutiva in casa per il Cagliari, e seconda sfida contro una squadra che schiera il 3-4-3. Anche il Genoa di Gasperini è in un periodo di ottima forma: viene da una serie positiva lunga cinque partite, con tre vittorie e due pareggi, sette gol fatti e solo due subiti. Al tecnico genoano va il merito di aver blindato la porta difesa dall’ottimo Perin, ed è questa la chiave dell’ottimo ruolino di marcia che i liguri hanno fatto registrare dal suo arrivo in poi.

Il 3-4-3 dei Grifoni è leggermente diverso da quello del Sassuolo: decisamente più votato all’attacco e al possesso palla quello dei neroverdi, più coperto quello rossoblù, che in fase di non possesso si trasforma in 5-4-1 con l’arretramento sulla linea difensiva dei due esterni di centrocampo, Vrsaliko e Antonelli, che non a caso sono due terzini di ruolo seppur con spiccate doti offensive.

Sensibilmente diversa anche l’attitudine dei due esterni d’attacco: Kucka è una mezzala adattata in fascia, che predilige gli inserimenti e i tagli centrali a premiare i lanci a scavalcare la difesa di Matuzalem (domani assente ma che verrà presumibilmente sostituito da Lodi, poco considerato da Gasperini ma pur sempre giocatore con un’ottima visione di gioco), per cui si richiederà grande attenzione a Pisano o chi per lui per quanto concerne le “diagonali”; più fantasioso invece il greco Fetfatsidis, classico peperino funambolo e amante del dribbling, simile al neroverde Berardi il quale domenica scorsa ha fatto venire il mal di testa al malcapitato Murru, costringendo mister Lopez a sostituirlo nell’intervallo. Occhio anche agli inserimenti da dietro dell’ex Biondini.

Gran lavoro sarà richiesto, ancora una volta, alle due mezzali sarde – Nainggolan e uno tra Ekdal, Eriksson e Dessena, con il primo favorito – in fase di copertura sulle fasce, a meno che il duo Pulga-Lopez decida di allargare il trequartista (Cossu o Ibraimi?).

Genoa dunque forte sulle fasce, ma che patisce gli inserimenti centrali: decisivo potrebbe essere allora il lavoro di Pinilla nel creare spazi per Sau e per gli inserimenti dei centrocampisti (se schierato, Ekdal con la sua abilità nelle sortite offensive potrà essere un’arma in più).

Ultima nota: attenzione ai calci piazzati, la rivedibile difesa a zona del Cagliari e l’abbondanza di saltatori nelle file genoane non faranno dormire sonni tranquilli ad Avramov.