Han, è l’ora del salto definitivo

In questo finale di serie A, il nordcoreano dovrà dimostrare di poter giocare da titolare con continuità

pubblicato il 29/03/2018 in Approfondimenti da Pietro Piga
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Pietro Piga
2018

Un anno fa, gli era bastato un allenamento per stappare la Bottiglia del talento, che poi era sgorgata, senza sosta e in quantità, al Torneo di Viareggio. Una rovesciata e due assist alla prima partita con la Primavera del Cagliari contro il Parma, dopo aver passato un mese ad Asseminello, che gli aveva permesso di balzare sulla tavola della prima squadra. Con la quale Kwang-Song Han, da primo nordcoreano della serie A e dei rossoblù, gioca e segna. E la prima esultanza, e unica, l’aveva compiuta contro il Torino, che sfiderà di nuovo tra nove giorni.

La prontezza – Quella che il «32» aveva esibito, in 14’, il 9 aprile dell’anno scorso con la maglia celebrativa del tricolore, elevandosi in mezzo a Moretti e Barreca, impattando la sfera con la testa e mandando sul lato errato Hart. E che non le manca da quasi due mesi, da quando, post-Perugia (tra serie B e coppa Italia, 19 partite, 7 reti e 3 assist), ha risistemato gli strumenti del lavoro nello spogliatoio del Cagliari. Con cui, a margine del successo contro il Benevento, ha firmato il rinnovo contrattuale fino al 2023.

Pochi fronzoli – Il giocatore nativo di Pyongyang, ripassato dalla porta d’ingresso rossoblù il 31 gennaio, ha subito compreso il linguaggio di López e ha imparato il suo bignami. Con naturalezza e senza gingillare, ha conquistato, dopo due panchine e undici giri di lancette contro il Chievo Verona, la titolarità nel reparto offensivo, fianco a fianco con Pavoletti. E di fronte al Napoli (la prima partita dall’inizio in A), alla Lazio e al Benevento, non ha né indietreggiato, né tentennato. Contro i biancocelesti, inoltre, s’è trovato dinanzi alla seconda marcatura col Cagliari, ma Strakosha e la traversa gliel’hanno impedita.

Il passo importante – Tuttavia, Han, che si trova in Corea del Nord con la Nazionale per la gara di Coppa d’Ansia contro Hong Kong, dovrà lavare e purificare le imprecisioni. Su tutte, quella delle palle perse – sono 21 (statistiche Sky Sport) contro le 5 recuperate – e delle conclusioni in porta – sulle 3 effettuate, solo una è terminata nello specchio. Perché, seppur diciannovenne, nei prossimi dieci incontri dovrà dimostrare al Cagliari che al bacchetto del massimo campionato può prendere parte saldamente, stappando la Bottiglia e mostrando le bollicine. Chissà se a partire proprio dal tu per tu col Torino.

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