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Andreolli, l’attesa è finita

Il centrale difensivo è in continua crescita ed è pronto a sfidare l’Inter, di cui è tifoso e con cui ha giocato per sei stagioni

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Quando il Cagliari vinse a Udine prima di domenica, il calendario segnava l’11 maggio 2008. Il comandante della retroguardia rossoblù era López, col «6» e la fascia di capitano. Quella squadra portò a casa i tre punti sbloccando la partita nel secondo tempo e mantenendo la porta inviolata, proprio come due giorni fa, e conquistando un’altra primavera in serie A. Nel frattempo, a Vicenza, un ventiduenne, dopo un’instabilità vertebrale, una pubalgia e una discopatia, tirava un sospiro di sollievo per la convocazione contro il Frosinone e la vittoria del dì prima. Anche per i biancorossi quel successo valse la permanenza nella categoria (la B), e coincise col rientro tra gli «arruolabili» di Andreolli. Allora come oggi, ma con gli stessi colori, El Jefe e Super Marco festeggiano un successo prezioso per conseguire la salvezza, lo stesso obiettivo di 3479 giorni or sono.

Una diga – L’è stato Andreolli, sul lato sinistro della difesa a tre, negli oltre 100’ alla Dacia Arena. Primo giocatore del Cagliari ha toccare la sfera ribattendo con la testa, in meno di un giro di lancetta, due cross provenienti dal settore di competenza, il «3» in rosso, sfrontato e restio nel sottomettersi, ha «ammanettato» ai piedi Perica e Lasagna. Lavorando alacremente, si è dimostrando un custode pronto, commettendo un solo errore, quando ha lasciato sfilare Maxi Lopez in area di rigore. E, anche in fase d’impostazione, ha gestito meglio il pallone, con dei rasoterra in verticale e diminuendo le gittate pleonastiche. Nel recupero, come all’alba della gara, ha sbrogliato il pericolo contenendo Bajic e opponendosi al tiro di Perica.

In continua crescita – Costante e resistente all’urto, Andreolli, come ha sottolineato López, «sta meglio e gioca con sicurezza». Ciò che ci voleva, per un reparto che non ha mai abbagliato per attenzione, determinazione e posizionamento, ma che ora, anche grazie all’affidabilità e all’esperienza del trentunenne, ha dei margini di miglioramenti. Proprio come il ragazzo di Ponte dell’Olio, che ha raggiunto la condizione atletica e mentale adatta e ha giocato 9 partite (4 delle quali con l’allenatore uruguaiano), due in più rispetto alla passata stagione, quando indossava la maglia dell’Inter.

Cuore nerazzurro – Con la quale, prima dal 2004 al 2007 e poi dal 2013 fino al trasferimento in rossoblù, ha esordito in A (29 maggio 2005, contro la Reggina) e in Champions League (6 dicembre 2005, contro i Rangers), segnando 5 reti (la prima, il 29 novembre 2006 contro il Messina) in 39 presenze e, soprattutto, vincendo per due volte lo Scudetto (2005/06; 2006/07) e altrettante Coppa Italia (2004/05; 2006/07). Sabato sera, alla Sardegna Arena, per Andreolli sarà la sesta sfida da «nemico» contro l’Inter, per cui fa il tifo fin da piccolo. Di fronte, si troverà Icardi, vice-capocannoniere col 13 marcature. Per fare risultato, al Cagliari servirà pure un Super Marco capace di attivare il «silenziatore» sulle chitarre di Maurito e compagnia.

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