Cagliari, e lì davanti?

Il reparto avanzato rossoblù, in questo campionato di Serie A, sembra essere in netta difficoltà dal punto di vista realizzativo rispetto all’anno passato

pubblicato il 29/09/2017 in Approfondimenti da Fabio Loi
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Fabio Loi

Cercasi gol pesanti per un immediato riscatto e un proseguo di stagione in crescendo e in tranquillità. È il segnale evidente che proviene da Cagliari, dove la squadra di Massimo Rastelli, dopo le prime sei giornate di questo campionato di Serie A, ha mandato solo due dei suoi sei attaccanti a segno (ovvero Joao Pedro con Milan e Spal e Marco Sau nella gara d’inaugurazione della Sardegna Arena contro il Crotone).

I restanti 4 moschettieri offensivi della formazione isolana, invece, non sono ancora riusciti (per motivi diversi) a portare a termine la mission di trovare la via della rete. Pavoletti è stato fuori a lungo e sta tentando di recuperare dagli acciacchi fisici per poter tornare al 100 % e cominciare il suo percorso di riscatto a suon di gol in maglia rossoblù.

Melchiorri non è ancora perfettamente apposto dopo l’infortunio al ginocchio e la sua riabilitazione prosegue gradualmente; mentre Giannetti e Farias sono accomunati da un problema che li perseguita: nonostante il tanto impegno e le occasioni che arrivano, l’incantesimo della mancata continuità sotto porta non svanisce.

Inoltre, se confrontiamo le prime sei giornate dello scorso torneo con quelle di quest’anno, è evidente il calo che ha colpito i calciatori offensivi rossoblù: dopo 6 partite dell’annata passata, infatti, gli attaccanti del Cagliari avevano già segnato 8 gol (di cui 4 di Borriello, 2 di Sau e 1 a testa per Melchiorri e Joao Pedro).

La legge dei numeri parla chiaro ma, se il reparto offensivo rossoblù dovesse uscire dal proprio torpore, sarebbe un indizio importante anche per uscire dalla crisi dei risultati che attualmente attanaglia la squadra isolana.