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I Dolci Sardi, piccoli scrigni di genuinità, sapore e abilità

Sulle tavole delle feste o quotidiane, l’arte dolciaria sarda come messaggio d’augurio e dolcezza

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Il celebre pasticcere e personaggio televisivo tedesco Ernest Knam sostiene che “L’arte di preparare dolci è molto più che saper eseguire ricette alla perfezione: è un vero e proprio gesto d’amore”. 

E la gastronomia sarda, con i suoi ingredienti semplici e genuini ma non meno gustosi e intensi, esprime anche nelle preparazioni dei dolci questa sua peculiarità.

Sebbene forse meno conosciuti rispetto ad altri piatti della tavola sarda, anche i dolci esprimono appieno la cultura che li ha creati e li esprime nelle sue tradizioni ed occasioni, differenti da zona a zona.

Prima di iniziare un vero e proprio viaggio nella gastronomia dolce della Sardegna va precisato che alla base di tutti i prodotti, a prescindere dalla zona che li esprime, c’è sempre la genuinità dei prodotti di base, pochi ma buoni, sani, popolari, alla portata di tutti come ad esempio il formaggio, il miele, le mandorle, gli agrumi, la frutta secca e candita, la sapa (uno sciroppo d'uva ottenuto dal mosto di uva bianca e rossa, viene infatti anche chiamato “"mosto cotto") e la glassa.

Anche i nomi dei dolci, sebbene spesso molto differenti in base alla zona di produzione, risultano espressione, anche folkloristica e colorata, della cultura che li esprime.

A partire proprio dal dolce forse più noto del panorama gastronomico sardo, le pardule, chiamate, a seconda della zona, anche formaggelle o casadinas ma in sostanza, a parte alcune piccole differenze, si tratta di piccoli involucri o cestini di pasta bianca impastata con lo strutto, tipico impasto della pasticceria sarda, con un ripieno a base di ricotta o formaggio, uova, scorza d’arance e zafferano.

È un dolce particolarmente gradito e preparato in occasione della Pasqua quando la ricotta assume un sapore ancora più dolce e gradevole grazie ai pascoli freschi e ricchi della primavera, sebbene risulti gradito e presente in tutte le occasioni conviviali sarde, anche come simbolo benaugurante.

Altro dolce particolarmente noto e diffuso in tutto il territorio isolano sono le Seadas, o Sebadas, di derivazione pastorale poiché si parte dal formaggio fresco come ingrediente principale racchiuso poi da una pasta di semola, strutto e acqua, fritto poi nello strutto e cosparsa da abbondante miele preferibilmente amaro.

Come le pardule, anche le seadas sono un dolce prevalentemente primaverile, sempre legati alla freschezza dei nuovi pascoli che conferiscono al formaggio un gusto più rotondo e ampio ma che, a prescindere, appaiono sulle tavole sarde tutto l’anno riscuotendo sempre ammirazione e successo.

Altro dolce tipico e rappresentativo sono gli amaretti, dolce a base di mandorle dolci e amare in proporzione 70-30, con l’aggiunta di zucchero e albume d’uovo.

È un dolce diffuso in tutto il territorio isolano e sono particolarmente apprezzati anche perché impiegati in occasioni importanti come, ad esempio, i matrimoni e le cerimonie familiari per eccellenza, o comunque in tantissime occasioni conviviali e le festività.

Altro dolce veramente rappresentativo è il torrone, dolce che riesce a valorizzare altri due prodotti tipici del territorio comeil miele sardo e le noci o le mandorle; ecco perché tra le tante località di produzione, spiccano per produzione alcune località come Aritzo, Desulo e Tonara, che si potrebbero definire leader nella produzione e particolarmente rinomati e apprezzati.

Spostandoci nel territorio del nuorese troviamo poi s’aranzada, tipico dolce invernale a base composto da pochissimi ingredienti, semplici e genuini quali le scorze d’arancia, il miele e delle mandorle pelate e tostate, affettate a lamella o bastoncini.

Sono un dolce immancabile nei banchetti in occasione dei matrimoni o le festività del periodo autunnale/invernale, grazie alla grande disponibilità delle materie prime.

Altro dolce immancabile sulle tavole sarde, sia in occasione delle feste che del piccolo piacere quotidiano sono i savoiardi, vicini a quelli prodotti nel resto della penisolae che anche nell’isola vengono gustati al naturale, ad esempio per la colazione ma anche come base di altre preparazioni come ad esempio il tiramisù.

Le Pabassinas sono un altro dolce molto conosciuto e apprezzato a base di pasta frolla e uva passa con mandorle, miele e scorza di arance che vengono cotti al forno e, una volta pronti, cosparsi di glassa. Le pabassinas sono un dolce sempre preparate in occasione della festività dedicata di defunti, ma compaiono costantemente in tutti i vassoi delle domeniche e per tutte le occasioni.

In occasione del carnevale, in Gallura, vengono preparati gli Acciulleddi, piccole matassine (in dialetto locale, gli acciulleddi) di pasta che vengono fritti e poi avvolti nel miele, simile agli struffoli campani ma di formato differente.

Nello stesso periodo viene preparato un altro dolce tradizionale, in occasione della Candelora, il 2 febbraio, ricorrenza dalla quale prende anche il nome: i Candelaus.

Della famiglia dei “druccis finis”, la pasticceria più delicata, sono piccole sculture di pasta di mandorladalle forme più varie a seconda delle occasioni come, ad esempio, una scarpetta per i battesimi, o un fiore per le comunioni etc, insaporiti dall’acqua d’arancio e ricoperti dalla ghiaccia reale, un vero banco di prova per gli amanti dell’arte pasticcera.

Particolarmente complessi nella realizzazione, ma sempre molto ammirati, i Coricheddos, i cuoricini tipici preparati in occasione dei matrimoni e donati, in un composizione di nove coros, dalla suocera alla nuora come benvenuto in famiglia e augurio di prosperità.

La particolarità del Coricheddos è data dalla pasta che viene ricamata come una delicata filigrana, dimostrando in questo modo l’abilità della realizzatrice.

Tra i dolci a base di sapa, tipici della Gallura e del Logudoro, sono le Tiliccas, preparati principalmente per la Pasqua, e si tratta di un involucro di pasta sfoglia che racchiude un ripieno a base di miele, sapa(mosto d’uva) e semola, aromatizzato con scorza di arancia e mandorle tritate.

 

Progetto promosso dalla Regione Sardegna, Assessorato al Turismo

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