Beretta: "Ringrazio Daniele, onorati del suo sì". Conti: "Emozionato e felice, il Cagliari è la mia vita"

La conferenza stampa ad Asseminello di presentazione di Daniele Conti: ecco le parole dell'ex capitano rossoblù e quelle di Mario Beretta

pubblicato il 12/01/2016 in Live da Alexandra Atzori (inviata)
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Alexandra Atzori (inviata)
www.blogcagliaricalcio1920.net

Giornata importante quella odierna in casa Cagliari. Il club rossoblù riabbraccia Daniele Conti che entra ufficialmente a far parte dello staff tecnico delle giovanili. Il suo ruolo sarà quello di collaboratore. Alle ore 11:00 presso la sala stampa di Asseminello, sarà Mario Beretta (responsabile del settore giovanile rossoblù) ad accogliere e presentare l’ex Capitano, fresco di patentino UEFA B conseguito in quel di Coverciano.

Seguiremo in diretta l’evento, molto atteso tra i tifosi, per un ritorno, quello di Daniele Conti, che ha acceso nuovi entusiasmi tra il popolo rossoblù.

Tra pochi minuti comincerà la conferenza stampa. Tanti i cronisti e le telecamere presenti oggi ad Asseminello, dove si respira un aria di festa. 

Benvenuti dunque, amici sportivi, alla conferenza stampa di presentazione di Daniele Conti, da oggi ufficialmente nello staff tecnico del settore giovanile rossoblù.

Si sistemano i microfoni, le telecamere, c'è un po' di logica e normale confusione. Si attendono Mario Beretta e Daniele Conti.

Ci siamo quasi, soltanto qualche minuto di ritardo, ma ormai la conferenza stampa è prossima all'iniziare.

Presente sia la stampa locale che quella nazionale.

Ed ecco Daniele Conti accompagnato da Mario Beretta. Si inizia, ecco le loro dichiarazioni.

BERETTA

"Vogliamo mettere tutti a conoscenza del nuovo ruolo di Daniele nel Cagliari e spiegare le nostre idee sul suo ritorno sotto un'altra veste. Lo ringrazio per aver accettato questa proposta e per noi è un onore averlo, innanzitutto per le sue conoscenze e le sue qualità morali.

Siamo contenti che abbia scelto di avere un altro rapporto con la società. È difficile iniziare a metà anno, anche se io avrei voluto iniziasse già qualche mese fa. Sarà collaboratore tecnico e allenatore dei centrocampisti dalla primavera ai giovanissimi regionali e in più collaborerà ogni settimana con le varie squadre. Questa settimana inizierà con Max Canzi.

Il suo lavoro sarà specifico sul centrocampo, così come facciamo già per gli altri reparti e questo gli servirà a fare esperienza tecnico tattica. Io ovviamente lo userò 24 ore su 24 ma questo lo sa già, si è già abituato ai miei ritmi. Andrà in giro, vedrà partite eccetera, iniziando con il ritiro agonistico di Monte Claro. Quando l'avete visto alle partite non potevamo ancora tesserarlo ma adesso può partecipare in modo attivo.

Abbiamo la fortuna che nel Cagliari si condivide tutto e parliamo spesso tra di noi e prendere Daniele è stata una cosa molto naturale. Noi abbiamo parlato spesso con lui solo perché il presidente non è sempre qui. Conti al Cagliari in prima squadra in futuro? Bisogna prima di tutto vedere se è adatto ad allenare, vedremo.

Io a Cagliari non ho mai vinto, me le ricordo bene le gare contro di lui. I contratti per ora sono annuali. Per ora iniziamo, poi si vedrà.

La tecnica è importante ma anche l'aspetto caratteriale conta tanto e Daniele ci sarà di grande aiuto perché può indirizzare i ragazzi sulla strada giusta. Il suo aiuto lo si potrà avere anche con i ragazzi che sono in foresteria, lontani da casa, così come lui quando è arrivato qui. Il primo giorno di lavoro di Daniele? Appena finiamo qui.

Io credo sia più difficile passare dal ruolo di calciatore a quello di allenatore, ne ho avuto prova con tanti miei ex giocatori. Tutte le abitudini che hai finiscono e, se non sai cosa fare, non sai cosa ti riserva il futuro. Sono vecchi per il calcio ma giovani per la vita e non è una cosa semplice. Io sono tornato ad un ruolo che ho già avuto in passato, anziché soffrire per una squadra soffro per dieci. Daniele ha la fortuna di aver smesso con il calcio e ributtarsi subito in un'altra esperienza.

Stiamo facendo un percorso bello con la Primavera, ho chiesto a Canzi di cercare di giocarsela alla pari con i top club e ci fanno piacere i riconoscimenti, come il Viareggio e come il fatto che ci propongano sempre giocatori. Il fatto che i nostri giocatori vengano cercati da squadre di categoria è importante, vedi l'Olbia. Lì i ragazzi non giocano più con pari età ma con gente grande, e così cresci.

Io voglio che i ragazzi facciano le cose per gradi. Iniziano dalla D ma poi, quando arrivano in B o in A, voglio che ci rimangano".

CONTI

"Questo ruolo è molto emozionante. Voglio ringraziare il direttore Beretta e il presidente. Beretta mi ha trasmesso questa passione per questo lavoro. È un po' che vengo qui e vedo come lavorano e credo che lavorare con i giovani sia una cosa fondamentale. Vorrei insegnare loro cos'è questo mestiere e, se si lavora duro, si possono raggiungere alti livelli.

Quel giro di campo l'anno scorso è stato difficile e non mi aspettavo di tornare qui così presto. Quando ho fatto quel giro sapevo già che avrei smesso e andarmene lasciando la squadra in B mi ha fatto molto male. Ora comincia un'altra vita. Mio padre in questo campo, dei giovani, ha tanta esperienza, io sono all'inizio e voglio imparare. Penso che fare l'allenatore sia difficile e impegnativo ma ho vissuto tanti anni in un gruppo e la lealtà e l'onestà credo siano alla base di tutto.

Sto iniziando ora, devo fare esperienza e più in la capire se in futuro vorrò fare l'allenatore o il dirigente. Ho parlato con Beretta qualche tempo fa, il Cagliari è la mia vita, e quando ho sentito la sua proposta mi ha fatto tanto piacere. Non ci ho messo molto ad accettare.

Ho avuto un padre che è stato tanti anni nel calcio e mi ha fatto capire quali sono le cose importanti, nella vita e nel calcio. L'allenatore che mi ha trasmesso di più è quello che ho avuto nelle giovanili, che purtroppo non c'è piú. Colombatto? Tanta roba!

Sono tanti i centrocampisti bravi. Nelle giovanili la tecnica è importante e bisogna allenarla, soprattutto a questa età.

In estate ho ricevuto offerte da varie squadre ma ormai la decisione l'avevo presa. In Italia non avrei mai giocato con un'altra maglia, se fosse capitata un'occasione all'estero...

Portare qui i miei amici, come Ago e Pisano? Mi farebbe piacere, ma non dipende da me.

Credo sia più difficile passare dal ruolo di allenatore a responsabile delle giovanili, come ha fatto il direttore. Ogni tanto mi chiedo come faccia, ma poi vedo la passione che ci mette e il rispetto che hanno i ragazzi verso di lui.

Voglio dimenticare le cose brutte della scorsa stagione e voglio dare il massimo adesso, dare consigli a questi ragazzi per farli crescere. Il passato è il passato.

Non ho paura di questo incarico, ma ho grande voglia. Voglio spiegare cosa significa giocare per il Cagliari e voglio far capire che per questa maglia bisogna dare il massimo".