Cagliari, pregi e difetti della gara contro il Bologna

Cosa è andato e cosa invece no nei 90' del Dall'Ara

pubblicato il 02/07/2020 in La Lavagna Tattica da Michelangelo Corrias
Condividi su:
Michelangelo Corrias
2020

Il Cagliari strappa un punto prezioso sul campo del Bologna: l'1-1 è un risultato tutto sommato giusto alla luce di quanto successo nell'arco dei 90', sebbene i padroni di casa abbiano creato di più. I rossoblu dalla loro possono dire di essersi finalmente ritrovati, il terzo risultato utile consecutivo ne è la prova.

Analizziamo cosa è andato e cosa invece no, quali sono stati i pregi e i difetti del Cagliari nella gara del Dall'Ara.

Pregi

La condizione prima di tutto: dopo la gara contro il Toro, in cui gli isolani hanno speso tanto in termini di energie fisiche e psicologiche, ci si sarebbe potuto aspettare forse un calo atletico. Così non è stato: il Bologna ha corso di più, ma il Cagliari ha retto l'onda d'urto, facendo affidamento in particolare sul solito motorino Nandez e sui polmoni di Rog, oltre che su Nainggolan: un momento prima è in area di rigore avversaria, un paio di secondi dopo rincorre già l'uomo a centrocampo per azzannargli le caviglie e strappargli il pallone.

Un'altra nota positiva è sicuramente la reazione immediata al vantaggio di Barrow. Prendere gol a fine primo tempo è sempre un duro colpo, ma una volta rientrati dagli spogliatoi i rossoblu hanno fatto tabula rasa e sono ripartiti da zero. Risultato: dopo due minuti era già 1-1.

Ancora una volta poi, i giovani hanno risposto presente: Walukiewicz e Carboni hanno disputato una prova di livello confermandosi elementi affidabili e sicuri, nonostante l'età. Non era facile con Ceppitelli out già nel primo tempo e un Pisacane a mezzo servizio farsi carico della difesa. Ottime notizie in chiave futura...

Per concludere, da sottolineare lo stato di forma del Cholito Simeone. Record personale di gare consecutive in gol (4) per il numero 99, che oltre al solito sacrificio in fase di non possesso adesso segna anche con regolarità, sostituendosi a Joao Pedro.

Difetti

Il Cagliari non ha giocato male, ma è mancata quella intensità che ha caratterizzato i 60' della gara contro il Torino. Contro le squadre di Mihajlovic non è mai facile palleggiare bene, però qualcosa non ha funzionato nei meccanismi di impostazione, stavolta si è fatta più fatica con le geometrie e ci sono stati attimi di confusione.

La poca incisività davanti è una altro aspetto su cui lavorare: eccetto l'occasione di Simeone, arrivata con un pizzico di improvvisazione e fortuna, non si è creato molto dalle parti di Skorupski. Joao Pedro è parso slegato dal resto della manovra, e non si è trovato molto col compagno di reparto sudamericano.

Un'ultima cosa, più che una critica una considerazione: con 5 cambi a disposizione, forse Zenga avrebbe potuto (e magari dovuto) giocarsi la carta Ragatzu, che contro la Spal era entrato alla grande.

Ma tutto sommato va bene così, un pareggio in un campo ostico non si butta via, il Cagliari non sarà da Europa ma può giocarsi l'ottavo posto alla pari di Parma e Verona, questo è certo.