Ma ‘ndo vai, se un altro gol non lo fai?

L’analisi della sconfitta rossoblù contro la Roma

pubblicato il 09/02/2015 in L'Editoriale da Marco Zucca
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Marco Zucca

“Ma ‘ndo vai, se un altro gol non lo fai?”. Forse oggi Alberto Sordi avrebbe potuto così riadattare lo storico motivetto, per riassumere la sconfitta del Cagliari maturata ieri in quel del Sant’Elia.

Ah, l’attaccante, quello che segna caterve di gol, quello cattivo sotto porta, quello dal piede educato e devastante allo stesso tempo. Quello che in Sardegna in questa sessione di mercato non ha mai messo piede e che pure sarebbe servito come il pane per segnare “un altro gol”.

Eppure si è provato, forse non con la necessaria insistenza, a portare un nome altisonante: Osvaldo, Borriello, Gilardino, tutte proposte rispedite al mittente, avrebbero potuto risolvere i problemi del reparto offensivo rossoblù. Li ricorderemo come “colpi” mancati, sogni di una notte di mezz’inverno.

Anche ieri è andato in scena il medesimo copione: contro una Roma profondamente rimaneggiata (praticamente metà squadra assente) ma tremendamente cinica al momento di sfruttare le occasioni, non si è ottenuto nemmeno un pareggio, in virtù di un super De Sanctis, di un Duje Cop sprecone e di una difesa con le solite amnesie. E se contro Cesena e Sassuolo il risultato aveva sorriso, le sconfitte di Bergamo e di ieri hanno riportato il Cagliari sulla terra, facendo capire che per salvarsi non basta creare opportunità, occorre concretizzare.

Peccato, tuonerebbero in tanti: se Cop avesse siglato quel rigore in movimento davanti al portiere giallorosso, sul punteggio di parità sarebbe potuta essere tutta un’altra partita. Ma con i se e con i ma non si giunge da nessuna parte, pertanto basta recriminazioni, bisogna guardare avanti cercando di fare tesoro degli errori e lodare allo stesso tempo ciò che di buono si è visto.

Un esempio? Paul Jose M’Poku: all’esordio in rossoblù il talentuoso belga-congolese ha sfornato un assist al bacio per Cop (non sfruttato) e ha accorciato le distanze a tempo oramai scaduto. What else? Che lo si schieri titolare a Torino, in compagnia di Diakité sulla linea di difesa.

Chi non ha confermato il momento di grande forma è stato Ekdal, a cui la sosta per squalifica non ha sicuramente sortito effetti positivi. In cabina di regia, invece, ottima la prova del capitano Conti, al rientro dopo un mese di panchina.

Ciò che preoccupa, però, oltre la mancanza di un bomber (quando recupererà pienamente Sau?), è la scarsa produzione di gioco: poco movimento senza palla, mancanza di idee e di una filosofia di sviluppo dell’azione, con i soliti lanci lunghi per l’unica punta. Così non si va molto lontano.

Non parliamo ancora di Serie B, per carità, quella vorremmo resti solamente un puntino lontano (canterebbe qualcun altro): ma non dimentichiamoci che il divario tra il gruppetto formato da Parma, Cesena, Chievo e Cagliari e le dirette concorrenti, che viaggiano spedite, cresce sempre più.

Occorre fare punti al più presto: che Zola, dunque, cerchi di estrarre il massimo dalla propria rosa. Magari rinforzare il reparto offensivo con un altro attaccante, sacrificando un trequartista e tornando al modulo che ha fatto le fortune dei sardi negli ultimi anni, potrebbe essere la mossa vincente.

Perché fare gol, un altro gol, in questo momento, è davvero la priorità. Altrimenti, ‘ndo vai?