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Basta con le rivincite

L'analisi del match contro il Venezia

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È ancora presto per parlare di crisi, ma le premesse di questo campionato non sono buone. Terza sconfitta in sette gare, 10 punti finora e nono posto in classifica, anche se è ancora presto per guardarla. Non è stato l'inizio che probabilmente ci si aspettava, nonostante le prime cinque partite non avessero destato molta preoccupazione. 

Poi ci sono stati due ko consecutivi, prima il Bari e poi il Venezia: due sconfitte arrivate però in modi totalmente diversi. Se contro i pugliesi i rossoblu non meritavano di perdere, contro i lagunari non c'è stata sconfitta più giusta. 

Doveva essere la partita della rivincita, per tutto quello successo l'anno scorso, ma si è tramutata in un loop infernale che lascerà sicuramente degli strascichi. Il Cagliari è durato un tempo, il vantaggio, episodico, di Mancosu ha illuso per 45', poi nella ripresa c'è stato il brusco risveglio. 

Quattro gol, pesantissimi, dove si mischiano i meriti del Venezia, neoretrocessa come il Cagliari ma con un'identità chiara, e gli errori dei sardi, che non hanno ancora trovato delle certezze a cui aggrapparsi. O meglio, forse ce le avevano fino al pari di Pohjanpalo, ma poi sono venute meno, e il castello è crollato di colpo. Il secondo gol dei veneti è l'emblema della partita. Una palla persa con leggerezza, sufficienza, nonostante i campanelli di allarme delle scorse gare, in cui il Cagliari spesso ha preso gol su regali suoi. Come contro il Bari, palla persa in uscita dalla difesa e gol subito. Stesso copione, stesso finale. 

Dopo sette partite il Cagliari non è migliorato, e in alcune cose è forse regredito. L'attacco ha sempre gli stessi problemi, Lapadula finora è l'unica punta ad aver segnato, Pavoletti, che nel post gara ci ha messo la faccia, è ancora a secco e non ha inciso. Negli ultimi venti metri si fa una fatica tremenda, ed è insolito per una squadra a cui non manca di certo la qualità dalla trequarti in su. 

Ma il problema più grande resta la difesa, che continua a fare sempre gli stessi errori in uscita e non dà sicurezze quando viene presa dai lati. Radunovic, che ha preso quattro gol, è stato comunque il migliore della retroguardia. Liverani ora deve cambiare per forza di cose qualcosa, sia nel tipo di soluzioni di gioco ma forse anche nell'undici titolare, tra giocatori e modulo. 

La cosa che fa più pensare è che questa partita è stata preparata con due settimane di anticipo, e non aveva un significato qualunque. Doveva avere un sapore di rivincita, ma è stato l'esatto contrario. Col senno di poi, forse si è sbagliato a caricarla in questo modo, forse doveva essere presentata come una gara normale, importante, ma normale. Questo Cagliari non deve prendersi nessuna rivincita, ma ripartire da zero senza pensare ai fantasmi del passato o a quello che un tempo è stato. Prima si cala nei panni di una squadra da Serie B, senza pensare di essere destinata per forza a risalire in A, meglio è per tutti.
 

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