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All'inferno e ritorno

L'analisi del match contro la Salernitana

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All'inferno e ritorno. Il titolo di un film del 1955 di Jesse Hibbs che racchiude perfettamente tutto quello che è successo ieri. La cornice è quella dell'Arechi, che stava per condannare il Cagliari a una discesa negli Inferi dopo il vantaggio della Salernitana, con quel rigore di Verdi, ma poi, Giorgio Altare ha deciso di fare il percorso inverso di Caronte e ha traghettato, per il momento, i rossoblu fuori da una retrocessione quasi certa. 

Così restano due partite per decidere il destino di questa stagione complicatissima, che ha visto sedersi in panchina tre allenatori diversi e che ancora può riservare qualche sorpresa. Agostini ottiene il massimo per come si era messa la gara, perché la missione era vincere ma col senno di poi il pareggio è stato d'oro. 

A Salerno si è giocata una partita sporca, in un'atmosfera tesa e rovente, che per certi versi ha ricordato quella del famoso balletto di Tello sotto la curva, quando le due squadre si scontrarono in B. Niente Far West però, salvo uno scontro tra panchina e giocatori dopo il vantaggio campano, ma si è visto di peggio. 

È stato un match equilibrato, dove i nervi hanno fatto da padrone. Nel primo tempo la Salernitana ha sentito la tensione più dei sardi, che invece hanno provato di più e hanno avuto due occasioni, con Pavoletti e Joao Pedro, ma senza successo. Nella ripresa i padroni di casa sono venuti fuori e hanno trovato il vantaggio su rigore, con Verdi che spiazza Cragno. 

Sembrava una condanna, anche perché poi Grassi svernicia un palo e a inizio recupero il Var annulla un penalty per i rossoblu dopo una carica su Sepe. Ma la speranza è come sempre l'ultima a morire e al nono (sì al nono) minuto di extra time, su calcio d'angolo, Altare di testa trova la deviazione giusta che fa risorgere dalla cenere il Cagliari. 

Questi sono dei segnali, si dice spesso così, ma potrebbero non bastare. L'unico modo per scoprirlo è fare la partita contro l'Inter, che però si gioca lo scudetto. E poi contro il Venezia, anche lei ancora in corsa grazie a un gol nel recupero. Nulla è impossibile, questo campionato sembra dire questo. Però ci vuole anche la testa, non solo il cuore. Altare ce l'ha messa, ora deve farlo tutta la squadra.

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