Cagliari, non la sconfitta ma l'interpretazione della sconfitta

L'analisi del match contro l'Empoli

pubblicato il 23/09/2021 in L'Editoriale da Luca Neri
Condividi su:
Luca Neri
2021

Ad ogni azione corrisponde una reazione, e questo è pacifico. Ma non sempre alla stessa azione corrisponde una reazione uguale. Mi viene da pensare alla scuola, ai professori, alle interrogazioni e al voto sette. Ci sono studenti che al primo sette stappano bottiglie e fanno le quattro del mattino, altri che se lo prendono non ci dormono per una settimana, si fanno re-interrogare, pigliano il loro nove-dieci e tornano a casa col sorriso in saccoccia. È una questione di prospettive, di target.

Nell'immediato post-Lazio Mazzarri aveva provato ad alzare l'asticella, a non accontentarsi di quel sette per il quale in tanti stavano per stapparne più d'una. Cercava di evitare una pancia piena che piena non poteva essere, perché con due punti in classifica devi giocare per il verme solitario, per mangiare e non saziarti.

Ecco, oggi il Cagliari deve capire e decidere chi vuol essere da grande. Se vuol essere la squadra che ribalta il sarrismo, o quella presa a pallate dall'Empoli, quella che esulta per un discreto, o quella che va a prendersi l'eccellenza. Il tempo c'è, perché a settembre c'è tempo per tutto, e la squadra pure. Perché va bene che una buona fetta di tifoseria straccerebbe il contratto a mezza squadra, ma è altrettanto vero che bisogna analizzare con lucidità. Prendiamo un giocatore come Strootman, ieri in evidente difficoltà e oggettivamente non trascendentale in queste prime apparizioni in rossoblù. Nello scorso campionato, mica due ere geologiche fa, “la lavatrice” (così lo ribattezzò Garcia per la sua capacità di “pulire” palloni sporchi) ribaltò diametralmente il Genoa, che affidandosi alla sua presenza in mezzo al campo mise insieme un signor girone di ritorno. In qualche mese l'olandese non può essere diventato vecchio, sgualcito dagli infortuni e tanto meno scarso.

Allo stesso modo il Cagliari, ieri minuscolo, non può essere poi così diverso da quello spavaldo di domenica scorsa. È stata una battuta d'arresto, non trascurabile, specie se si considera il singolo punto conquistato nelle tre in casa con Spezia, Genoa ed Empoli, ma pur sempre una battuta d'arresto. Ora la differenza la segnerà l'interpretazione della battuta d'arresto, la capacità dei rossoblù di non uniformarsi alla mediocrità ma di relegarla ad incidente di percorso. La differenza è notevole ma sottile.