Effetto tsunami

L'analisi del match contro la Juventus

pubblicato il 30/07/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri

Appena prima che lo tsunami colpisca, il mare si ritira. E può farlo pure per ore, chilometri a largo tanto da sparire. Il Cagliari è scomparso per un mese, ma come ogni studio sui maremoti insegna, maggiore è la ritirata, maggiore sarà anche la forza distruttiva. 

Ed ecco che puntualmente lo tsunami rossoblù colpisce forte, che più forte non si può, scoperchiando il sepolcro proprio contro la Juventus neo-campionessa d'Italia. Qui, tra Higuain e Ronaldi vari, il fenomeno lo fa Luca Gagliano, altro pezzo da esposizione della cantera Canziana, che segna, serve il Cholito e si prende la copertina di una partita che - seppur a suo modo - passerà alla storia.

Può far storcere il naso la sostituzione all'intervallo, vero, ma alla fine della fiera Zenga si prende la ragione del vincente, confermando quella che nel corso delle settimane si sta confermando la specialità della casa: la lettura delle partite in corso d'opera. La stragrande maggioranza delle azioni offensive nel secondo tempo della Juve, infatti, si sono concentrate sul versante destro d'attacco, con Lykogiannis prezioso nel contenere i guizzi di Bernardeschi e Zanimacchia.

Non banale nemmeno l'idea di buttare nella mischia Paloschi in seguito all'infortunio di Rog. Il centravanti ha fatto sentire il suo peso, alzando il pressing e complicando non poco il primo fraseggio degli uomini di Sarri. In questo senso non devono ingannare i tanti tiri in porta dei bianconeri, botte da statistica ma non da sussulto. Non era certo la Juventus in tenuta da battaglia, con più champagne che fame nelle vene, ma da qui a pensare che un 2-0 possa essere una sgambatella di luglio ne passa.

Ora il Cagliari ha un ultimo tentativo per toccare quota 48 e superare il miglior risultato della gestione Giulini, quei 47 firmati Rastelli ancora ineguagliati. Servirà battere la squadra più in forma nel post lockdown, il Milan di Ibra, e servirà batterla a domicilio. Non sarà esattamente uno scherzo, ma forse proprio le missioni ad alto tasso di rischio sono l'unica carta che Zenga si potrà giocare per ottenere la riconferma. Intanto, dopo stasera, la separazione è qualche centimetro più lontana. Ma si sa, a volte le onde in allontanamento sono solo il preludio dello tsunami.