Lo specchio dell'illusione

L'analisi del match contro la Roma

pubblicato il 02/03/2020 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri

È solo uno specchio. E quell'immagine riflessa, per quanto identica in ogni dettaglio alla sagoma che sta di fronte, è solo una proiezione, un'illusione ottica; priva di vita, priva di forma. Un riflesso, appunto.

Come quel 4-3, come questo 4-3. Sembra non esser cambiato nulla, e invece tutto è diverso. Quella volta, sotto 3-1 contro una Samp che aveva ritrovato il suo miglior Quagliarella, il Cagliari trovò - non si sa dove - la forza di ribaltarla. Erano i giorni del quadrifoglio, quando ai sardi bastava un filo di vento per fare la bufera. Quel giorno il tornado lo scatenò Cerri e da quel 3 dicembre i rossoblù non hanno più vinto. 

Ieri la banda Maran ha vissuto il flashback, andando sotto 3-1, acciuffando il 3-2 e strizzando l'occhio di nascosto alla chiusura del cerchio. Ha creduto di poter riabbracciare la versione migliore di sé. Era solo un riflesso.

Poi ci ha provato, timidamente ma ci ha provato, però il vento è cambiato e si vede. Ma dare la colpa solo all'inerzia sarebbe semplicistico. Partiamo dai problemi grossi, quelli là dietro, con una difesa che sembra aver dimenticato anche i meccanismi più semplici e collaudati. Trattasi, qualora qualcuno se lo sia dimenticato, di quel reparto che sarebbe dovuto esser ripinguato a suon di Juan Jesus e Tonelli, e che si trova a schierare per l'ennesima volta un Pisacane costretto agli straordinari e un Klavan in confusione (e ridicolizzato da Under). 

Lo stesso Pellegrini, delizia dell'anno scorso e croce e delizia nell'avvio d'oro (quando spesso dormicchiava ma si faceva perdonare a suon di traversoni), sembra essere diventato solo croce. Ad oggi sbaglia anche tanti appoggi, e ieri non ha fornito nemmeno quei cross che lo hanno sempre reso un meraviglioso agrodolce. Non è certo un caso isolato, perché il centrocampo da due tocchi del 2019 è diventato una matassa, con poche idee e confuse. A voler cercare la nota lieta, spunta il nome di Gaston Pereiro, che entra ed incide, un po' come da richiesta al momento dell'acquisto. Ora c'è solo da capire se dietro a questo trequartista dalla tecnica notevole si nasconda un M'Poku-bis o un giocatore vero, uno che possa aiutare a riportare la barca in porto.

Nelle prossime settimane, forse nei prossimi giorni, sarà chiaro se il comandante sarà lo stesso sino all'estate.