E adesso?

L'analisi del match contro la Sampdoria

pubblicato il 06/12/2019 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
foto: Cagliari Calcio

E adesso come la mettiamo? Perché un conto è giocare a fare il Verona di Bagnoli schierando la fantascienza, un altro discorso è macinare i tre punti anche con Ragatzu e Walukiewicz in campo. Qualche maligno aveva fatto notare che vincere con Nainggolan, Nandez, Rog e compagnia non fosse poi così disumano, ora che l'ha vinta cambiandoli tutti e undici inizia a sorgere un sospetto: ma non è che Maran è bravo davvero? Non inganni il fatto che anche la Samp abbia rifiatato, perché alla prova della bilancia i titolari mandati in campo pendono sul piatto blucerchiato.

Ma allora cos'è cambiato da qualche mese fa, quando i rapporti di forza erano invertiti? È la presa di coscienza, si torna sempre lì. Il Cagliari vuole vincere perché ha capito di poterlo fare. Si provano le giocate più complesse, si plasmano quelle più semplici modellandole attorno al concetto di efficacia. E riesce tutto, dannatamente bene. Poi non è chiaro se i sardi punteranno o no sulla coppa, nemmeno se sia opportuno farlo. Al prossimo turno ci sarà l'Inter e le seconde linee non saranno più sufficienti, ma questa vittoria pesa in ogni caso molto più di quanto si possa credere.

Non tanto per il ticket staccato, ma per le risposte ricevute dai singoli. Ragatzu ha risposto presente con una prova da MVP, Cerri ha confermato che il vento stia cambiando: è fondamentale, arriveranno tempi duri e serviranno tutti pronti. Casomai i feedback dagli alter ego di Joao Pedro e Simeone possono indurre ad alcune riflessioni riguardo al mercato di riparazione. Vincere aiuta a vincere, a desiderare di vincere, e la fantasia dei tifosi vola rapida tra nomi e suggestioni.

Eppure questo Cagliari non ha proprio nulla da riparare, il giocattolo funziona e bisognerebbe interrogarsi se valga la pena metter mano agli ingranaggi. Siamo sicuri che Joao Pedro avrebbe segnato nove gol con un vice a mettergli pressione? Siamo convinti che Simeone sopportebbe a cuor leggero il digiuno con una folta concorrenza? Bisogna spostare l'analisi, anche prendendo in considerazione il carattere degli uomini, prima che dei calciatori. Una sessione di mercato invernale non può essere PlayStation.