CON LA FORZA DEI NERVI

L'analisi del match contro il Parma

pubblicato il 17/02/2019 in L'Editoriale da Luca Neri
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Luca Neri
foto: corrieredellosport

Poi qualcuno, da lassù in alto, ha messo a posto le cose. Ma che avete capito, mica così tanto in alto! Bastano due metri e mezzo circa, tanto basta per entrare nel mondo abitato da chi sa volare e da Leonardo Pavoletti. Ci ha pensato un'altra volta il ragazzo con la 30 a mettere le bende sugli occhi per trasformare un pomeriggio horror in una serata di euforia collettiva.

Il Cagliari ha sonnecchiato per gran parte della gara, intrappolato nell'attendismo anestetizzante del Parma: D'Aversa l'aveva preparata proprio così, lasciando il pallino del gioco ai sardi, addormentando la gara per sperare negli strappi mortiferi di Gervinho. Tutto molto bello e ben studiato, se non fosse che ieri l'ivoriano abbia imbroccato la peggior partita da quando veste la maglia ducale. Senza il loro centometrista in giornata gli emiliani risultavano inconsistenti in fase offensiva (riuscendo comunque a far gol col piano B, l'inserimento centrale della mezzala).

Il fatto è che il tappeto rosso steso dal Parma necessitava d'esser sfruttato in qualche modo, ma il Cagliari pian piano si sta accorgendo di avere un solo modo di andare in porta: alzando la palla e cercando in qualche modo Pavoloso. Ad oggi i rossoblù non hanno un'altra singola via a disposizione per buttarla dentro. Nessuno salta l'uomo, nessuno si inserisce forte in area. Qualche piccolo tentativo arriva ogni tanto con le preghiere dai venti metri dei vari Ionita, Deiola e Cigarini, ma davvero troppo poco per fare male.

La reazione è arrivata più con la forza dei nervi che con quella delle idee, con i sardi che son riusciti a salvare una situazione che si stava facendo drammatica. Una sconfitta a domicilio avrebbe potuto pesare tremendamente nell'economia della lotta salvezza, anche a livello motivazionale.

Non è un caso, però, che i sardi si siano "ritrovati" non appena si sia acceso Nicolò Barella: le prestazioni della squadra son direttamente proporzionali alla verve del 18, che risulta incredibilmente in grado di influenzare i rossoblù, nel bene e nel male. Oggi ha servito un pallone delizioso per Pavoletti, ma in realtà la partita la aveva vinta diversi minuti prima: pallaccia da destra in cambio gioco pronta a spegnersi in rimessa laterale, allungo di quaranta metri col difensore in anticipo per tenerla in gioco. Carica suonata. Partita vinta. That's Nicolò.