La sorpresa nell'uovo di Pasqua

L’analisi della fondamentale prima vittoria in trasferta in quel di Genova

pubblicato il 20/04/2014 in L'Editoriale da Marco Zucca
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Marco Zucca

Una tavola apparecchiata per la sconfitta. Così pareva essere l’epilogo della sfida al Ferraris di Genova, in seguito alla doccia gelida firmata De Maio dopo appena due minuti. Forse l’arbitro e i suoi assistenti dimenticavano il fuorigioco influente di Gilardino. Ma a nulla servivano le proteste dei rossoblù, quelli sardi, e la palla veniva riposta al centro del campo. Psicologicamente fragili, i giocatori, partiti con il sole e arrivati in una Liguria bagnata dalla pioggia, avevano smarrito la bussola.
Non dimentichiamoci, però, che si giocava nella vigilia di Pasqua. Quale miglior giorno perché qualcuno potesse “risorgere”? A questo pensavano i difensori genoani: il buffo trio Burdisso-De Maio-Sturaro decideva di scartare in anticipo l’uovo pasquale, regalando il pallone del pareggio a Marco Sau, che non si faceva pregare e trafiggeva Perin con un delizioso pallonetto.

Al secondo tempo, un’altra incertezza dei centrali liguri consentiva ancora a Sau di allungare la corsa e farsi respingere la palla dal portiere ospite. A quel punto, Ibarbo si coordinava e scaricava in porta il gol dell’1-2 e della definitiva rimonta, e correva, veloce, verso la panchina sarda, dove ad attenderlo c’era un sincero abbraccio con David Suazo.

Il Cagliari ha finalmente conquistato la tanto agognata prima vittoria in trasferta. La si attendeva da oltre un anno, per l’esattezza dal febbraio 2013, quando i rossoblù violavano l’Adriatico di Pescara grazie alla doppietta di Sau. Coincidenze?

Giunta proprio ora, questa vittoria offre l’opportunità di gustare ancor meglio una salvezza, preparata con fatica, ma che domenica prossima potrebbe divenire matematica.
A centrocampo Daniele Conti, l’uomo dei “record”, ha dettato i tempi e i movimenti di tutta la squadra: 312 presenze in Serie A con la maglia rossoblù non sono una storia che tutti possono vantare di raccontare. L’ultimo era stato un certo Claudio Olinto de Carvalho, detto Nené, che sul petto aveva, e tuttora ha, cucito il tricolore del 1970.

Le storie di intrecciano, e vanno a fondersi con quella del tecnico Pulga, rientrato in punta di piedi e con in saccoccia 4 punti in due delicate trasferte, e una piccola grande fetta di salvezza conquistata. Alzi la mano chi intenda criticare la conduzione tattica della partita da parte del tecnico modenese. Chapeau.
Capitolo Pisano: la sfortuna continua a perseguitarlo, e il più improbabile degli infortuni lo ha visto ieri protagonista. Il tacco volante di Sculli ha letteralmente abbattuto il difensore selargino, costretto a uscire a causa del violento e doloroso colpo. Siamo sicuri si riprenderà al più presto.

E domenica prossima? Arriverà nel solito, triste, Sant’Elia il Parma, reduce dalla sconfitta casalinga contro l’Inter, e voglioso di riprendere un cammino frenato verso l’Europa. Ma il Cagliari non potrà concedersi errori, e con un Sau ritrovato potrebbe festeggiare la matematica permanenza in massima serie con una vittoria. Niente calcoli, quindi, non si pensi a pareggiare.

Godiamoci l’entusiasmante vittoria in quel di Genova, ce la meritiamo tutta. E, per un giorno, evitiamo di ascoltare le voci che provengono da presidenti Oltremanica, da pseudo-cordate USA, o da consulenti o presunti tali. Come diceva San Tommaso: “Se non vedo non credo”.

Pensiamo solamente a trascorrere, con chi vogliamo bene, una serena Pasqua. A salvezza acquisita, ne siamo certi, si parlerà approfonditamente del futuro del Cagliari. E non solo con semplici parole, ma attraverso fatti concreti.

A tutti voi, tifosi rossoblù, rivolgiamo i migliori auguri!