ESCLUSIVA: Vittorio Sanna: “Cellino e il Leeds? Le pressioni sullo stadio. Emiri? Possibile”

Il giornalista parla a ruota libera del Cagliari, dei suoi risultati recenti e delle tante vicende extracalcistiche

pubblicato il 28/01/2014 in Interviste da Andrea Piras
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Andrea Piras
Vittorio Sanna

In questi giorni l’ambiente rossoblù è quanto mai caldo e in subbuglio: d’altronde, tra risultati non esaltanti, questione stadio, presidenti che vanno ed emiri che arrivano la carne al fuoco è davvero tanta. Abbiamo allora chiesto un parere riguardo ciascuna di questi aspetti a Vittorio Sanna, giornalista che non ha certo bisogno di presentazioni e il quale, ormai da anni, del Cagliari e di tutto ciò che lo circonda è un esperto di prim’ordine.

Partiamo dalle questioni puramente sportive: come giudica gli ultimi risultati del Cagliari?

"È un momento di difficoltà legato direttamente alla necessità di rimettere a posto una rosa che con le partenze di Nainggolan e Ariaudo ha perso la possibilità di avere due giocatori in più da schierare. La squadra si trova così senza due titolari importanti, soprattutto in prospettiva di eventuali infortuni e squalifiche. L’altro aspetto è legato al parco attaccanti, i quali purtroppo si stanno rivelando particolarmente fragili: raramente Lopez li ha avuti tutti e quattro a disposizione. Bisogna allora capire se è il caso di potenziare anche il reparto offensivo, ma servono giocatori che abbiano esperienza nel campionato italiano: è dimostrato che gli stranieri hanno bisogno di un po’ di tempo in più per rendere al meglio."

Dunque Tabanelli è un acquisto che reputa appropriato?

"Tutto sommato è un giovane emergente che proviene dalla serie B: anche Nainggolan quando ha iniziato era nelle stesse condizioni. Speriamo che pure Tabanelli, così come il belga, si possa inserire al meglio, anche in prospettiva futura, sebbene lo stesso Nainggolan abbia dimostrato che ci vuole tempo; ma sicuramente Tabanelli sarà più avanti di qualsiasi nuovo straniero che arriva in un campionato totalmente sconosciuto."

Per caso si sta riferendo velatamente al nuovo trequartista brasiliano Adryan?

"Adryan arriva senza nessuna esperienza nel campionato italiano, peraltro da una condizione di totale vacanza: per lui è come se stia iniziando adesso la preparazione. Ci vorrà un po’ di tempo affinché raggiunga la migliore condizione atletica, ma ad ogni modo andrà verificato l’impatto che il giocatore avrà in un campionato decisamente diverso rispetto a quello brasiliano."

Passiamo alle questioni extracalcistiche, ovvero vicenda Sant’Elia e presunta vendita del Cagliari agli sceicchi.

"Penso che i due elementi possano anche essere collegabili, nel senso che il presidente del Cagliari ha sempre avuto l’idea di avere una seconda società, sul modello di altre società italiane (vedi l’Udinese di Pozzo), che potesse essere un’ulteriore possibilità sia dal punto di vista imprenditoriale che da quello tecnico, potendo disporre quindi di altri giocatori e di un panorama diverso. Nel momento in cui si interessa al Leeds proprio in questo particolare momento, secondo me lo fa anche perché vuole far capire che eventualmente le alternative non gli mancherebbero nel caso non riuscisse più a lavorare a Cagliari. Indirettamente ciò fa pressioni su chi, insieme a lui, dovrebbe risolvere la questione stadio: sottolineo “insieme a lui” perché non credo che il problema derivi da una sola parte, ma anzi penso che quando due enti non riescono a comunicare ci sia sempre qualcosa da correggere in ambedue le parti."

Sulla eventuale vendita del Cagliari agli emiri che ne pensa?

"Penso sia la diretta conseguenza di quella stessa pressione di cui sopra: Cellino, se fosse costretto dalle circostanze, potrebbe anche vendere sul serio, ma solamente nel momento in cui avesse la certezza di non poter fare più niente qua a Cagliari."

Chiudiamo con le indiscrezioni che danno il Cagliari già nelle mani degli sceicchi per una cifra intorno ai 70-80 milioni di euro: può essere uno scenario verosimile secondo lei?

"Verosimile assolutamente. Non so se sia un’operazione già definita, ma certamente verosimile. Io credo che i tempi di una eventuale cessione, ad ogni modo, sarebbero brevi: non penso che Cellino farebbe passare troppo tempo. Le contrattazioni e gli accordi eventualmente sono già a un buon punto: se il presidente del Cagliari avesse davvero intenzione di vendere, sicuramente avrebbe già tutto pronto per l’affare."

ASCOLTA L'INTERVISTA INTEGRALE A VITTORIO SANNA