Gori: “Non c’è gara, ma spero che vinca il Cagliari. Giulini? Serio e preparato”

L’ex centravanti del Cagliari scudettato ha parlato della gara del Sant’Elia

pubblicato il 04/04/2015 in Interviste da Pietro Piga
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Pietro Piga

A poche ore da Cagliari-Lazio, Sergio “Bobo” Gori, centravanti che compose la straordinaria coppia offensiva con Gigi Riva nella stagione dello Scudetto rossoblù, ha rilasciato alcune dichiarazioni circa la sfida del Sant’Elia di questo pomeriggio:

“A bocce ferme, non c’è gara. Questo pare dire la carta, senza timore di smentita. Il Cagliari, è vero, ha vissuto e sta vivendo una delle sue stagioni più tormentate, soprattutto dal punto di vista del campo e dei risultati che ne conseguono. I sardi devono fugare alla svelta, sperando ne siano capaci, i dubbi e le incertezze legati al cambio di guida tecnica con tutto quello che ne consegue. Credere in Zeman significa lasciargli tempo a disposizione, facendogli crescere il gruppo con le sue metodologie. Comprendo come in Italia si sia così legati ai risultati, ma lo stesso esempio del Cagliari dimostra che non sempre le ciambelle riescono col buco”, riportano i colleghi di Tuttomercatoweb.com.

“Ritengo che Zeman non rinunci alla sua filosofia, al contrario. Contro la Lazio, sono sicuro, il boemo sfrutterà, o tenterà di farlo, la velocità di Farias, la pericolosità sottoporta di Sau, le geometrie di Ekdal. Proverà a vincere usando le carte che meglio conosce, sperando anche che Pioli qualche mossa la sbagli. Sicuramente, il Cagliari è ben conscio dell’importanza della partita, oramai il tempo comincia scarseggiare e ogni passo falso può risultare complicato da rimediare. Ma, come detto, anche la Lazio è padrona del suo destino. Sono curioso di vedere che partita verrà fuori”, prosegue Gori.

Infine, il pensiero è rivolto al cambio di presidenza e al patron attuale, Tommaso Giulini: “Credo che le società come il Cagliari, che lottano con risorse definite e budget rigidi, debbano andare oltre la mera progettualità annuale, basata solo e soltanto sul conseguimento di una salvezza lacrime e sangue. Giulini mi pare averlo capito, è una persona serie e preparata. Si vede che ha voglia di fare e di farlo bene. Io sono rimasto in Sardegna, e sono molto legato alla gente di quest’isola e ai colori rossoblù. Mi pare che le prime mosse del nuovo presidente siano anch’esse ispirate all’amore per questa terra, per questa maglia, al netto dei risultati, che nel calcio possono anche non arrivare nell’immediato. Certo, per diventare esperti serve tempo, per correggere gli errori altrettanto. Il Cagliari doveva, dopo l’addio di Cellino, risolvere la questione dell’affidabilità della nuova proprietà, e con Giulini il problema è appunto risolto. Ora, la società deve dotarsi di una rete di collaboratori, di fiduciari che vogliano l’esclusivo bene e interesse del club, senza nessun temporeggiamento. Solo così si eviterà la corte di improbabili sirene e fantomatici esperti del settore”.