Rastelli: "Cagliari? Salvezza alla portata, ha la rosa più forte"

"Potevo tornare"

pubblicato il 22/04/2021 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
2015

L'ex allenatore del Cagliari Massimo Rastelli è stato ospite della trasmissione Il Cagliari in Diretta, in onda sui canali di Videolina e Radioliona, dove ha parlato del suo vecchio trascorso in Sardegna e della stagione difficile del club rossoblu.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Salvezza Cagliari? Queste ultime due vittorie hanno riaperto i giochi, il Cagliari poi ha l'organico molto più forte della altre concorrenti per la salvezza. Ora ci sono più squadre in gioco, quando arrivi di rincorsa sotto l'aspetto psicologico hai tutto da guadagnare. Toccando ferro il Cagliari ha grandissime possibilità di fare questa impresa.

Di Francesco? È sempre difficile dare dei giudizi dall'esterno. In questi mesi sono rimasto anch'io sorpreso dalle difficoltà di questa squadra, molte sono dovute anche all'aspetto del Covid, che ha interrotto il percorso di crescita di iniziale e si sono persi uomini importanti, ed è lì che la squadra ha perso in risultati e fiducia, e quando si è entrati in quel meccanismo di difficoltà Eusebio non ha trovato la chiave per uscirne. Mi dispiace perché pensavo potesse fare un ottimo lavoro.

Troppi big per la salvezza? Il pericolo è trovarsi impelagati in zone della classifica dove non si pensava di stare. Il Cagliari ha giocatori fortissimi che nella lora carriera hanno lottato e hanno grande personalità. Si vede che ci tengono, stanno dando l'anima e molti nello spogliatoio si aggrappano a questi leader.

Rimpianti per l'addio al Cagliari? Il rimpianto c'è sempre, eravamo a un buon punto della crescita, ma i programmi erano ridimensionati e la società decise per l'esonero dopo otto giornate. Il rammarico c'è perché si poteva avere più pazienza per continuare a fare quegli accorgimenti per salvarsi tranquillamente.

Riavvicinamento? C'è stata una possibilità, ma non so in che percentuale. Non ho nessun sassolino nella scarpa, avrei fatto valutazioni diverse su una nuova ripartenza, ma questo è normale quando le cose non vanno bene. Ero convinto dei programmi ma quando non arrivano i risultati i primi a pagare siamo noi allenatori.

Tre punti di differenza con le altre sono un'inezia per il Cagliari, ha l'organico più forte della altre e con questa convinzione che hanno ritrovato nulla è precluso, le squadre che stanno sopra possono essere tranquillamente raggiunte e devono guardarsi le spalle. Ho mantenuto tutti i legami, in Sardegna c'è una qualità della vita fantastica, quest'estate me la sono girata tutta, qui ho ancora tanti amici. È una regione che mi è entrare dentro e la sento come una seconda casa.

Modulo migliore per il Cagliari? È sempre quello più efficace, per fare risultati e più punti possibili. Credo che il 3-5-2 possa essere il vestito giusto, perché ti permette di rischiare il mimino indispensabile e a seconda delle caratteristiche delle mezzali e degli esterni ti può permettere di essere molto offensivo.

Critiche quando ero a Cagliari? Io so perfettamente quale era il mio ruolo, per cui ho sempre cercato di farmi condizionare il meno possibile, confrontandomi con lo staff per sapere dove intervenire. Non mi hanno mai dato particolarmente fastidio, io so che lavoro ho fatto, abbiamo ottenuto risultati straordinari, abbiamo vinto la Serie B per la prima volta nella storia e siamo arrivati all'undicesimo posto al ritorno. L'unica cosa che mi ha dato fastidio e che si è posta sempre l'attenzione più sulle goleade prese che sul fatto che facemmo quasi 60 gol, che vincemmo 14 partite e che cercammo di giocarcela sempre contro tutte. Questo è l'unico rammarico che ho. Giocammo senza Joao Pedro e Ionita per tutto il girone d'andata ma facemmo comunque 23 punti, nel girone di ritorno migliorammo e ne facemmo 24, a dimostrazione della bontà del lavoro di tutti quanti.

Capozucca? Con Stefano ho un ottimo rapporto, in questi anni ci siamo sentiti spesso. Senza nulla togliere a Carta, che è un dirigente molto competente, penso che la figura di Capozucca in quel momento di difficoltà sia stata la migliore mossa che Giulini potesse fare. Sono felice che la società l'abbia riportato a Cagliari. Semplici è un allenatore molto preparato, la società ha fatto la scelta migliore, è molto bravo inoltre nei rapporti con i giocatori. L'unione Semplici-Capozucca è molto buona.

Ritorno a Cagliari? Sarò sincero, sono molto legato a questa squadra ma inquesto momento sono proiettato totalmente mel mio futuro con la Spal, con cui cerco di centrare la promozione in A. Il Cagliari è stata una parentesi bellissima della mia carriera, chissà cosa riserverà il futuro.

La mancanza del pubblico ha tolto molto al Cagliari, la Sardegna Arena era molto importante per i giocatori, ti fa portare a casa dei punti".