Festa: "Cagliari, puoi ancora salvarti"

"Ma bisogna pensare solo al calcio"

pubblicato il 08/04/2021 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

Gianluca Festa, vecchia gloria del Cagliari tra gli anni 80' e '90, è stato ospite della trasmissione Il Cagliari in Diretta, in onda sui canali di Radiolina e Videolina, dove ha parlato della sua ex squadra e del momento difficile che sta attraversando.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Difensori centrali del Cagliari? Sono tutti buoni giocatori, anche se non si sta lavorando benissimo di reparto. Ceppitelli ha sempre dimostrato di essere valido, Godin è di grandissima esperienza, anche se ci si aspettava qualcosa in più. L'ideale sarebbe avere almeno un centrale forte e due rapidi, bravi sia in costruzione che in fase difensiva. Lykogiannis secondo me è più un centrale di sinistra che in esterno, forse la rosa non è stata costruita benissimo a inizio stagione, come Marin messo all'inizio a fare il regista quando invece è una mezzala. C'è stato un problema di assemblaggio.

Mi dispiace tantissimo vedere il Cagliari così, mi auguro di cuore che si possa salvare, capisco gli allenatori, non è facile, bisogna lavorare sulla testa, bisogna crederci fino alla fine nel modo giusto, essere super concentrati dell'allenamento alla partita. I giocatori devono dimenticare ogni cosa, anche le famiglie, la priorità è il calcio, ti può cambiare non solo la stagione ma anche il futuro. Il Cagliari può salvarsi solo da squadra, con le individualità non si va lontano.

Bisogna fare scelte forti, solo così si viene fuori. Ci si è accorti troppo tardi che il Cagliari poteva retrocedere. A inizio stagione c'era grande entusiasmo, ma ad una certo punto ci si è svegliati e si è andati nel panico. I tifosi devono stare vicini alla squadra e sostenerli. Ho grande rispetto per allenatore e giocatori, ma ora bisogna dare tutti di più, bisogna lavorare come squadra. C'è ancora la possibilità di salvarsi, la situazione non è disperata, anche la stampa locale deve aiutare la squadra. Bisogna unire le forze e provarci fino alla fine.

Inter-Cagliari? Si va a giocare contro la prima in classifica, la più in forma del momento, non ata giocando un bel calcio ma sta avendo ragione, in area con Lukau e compagni sono micidiali. Questa potrebbe essere la catapulta per la partita successiva, che ti aiuta ad affrontare le gare dopo con un atteggiamento diverso. Ci vuole rabbia e determinazione.

Non si sono presi i giocatori giusti per Di Francesco, ci sono stati degli equivoci in alcuni ruoli, ad esempio per il regista o anche il terzino sinistro. Tutti buoni giocatori, ma difficili da amalgamare. Deve giocare chi ci crede, che non pensano all'anno prossimo, bisogna vedere in allenamento chi è motivato. Bisogna pensare solo alla gara, non al dopo, solo al momento, con attenzione. Bisogna andare sul concreto, sul prendere i punti. Il Cagliari secondo me ha un'anima, ci si può salvare, ma bisogna iniziare bene con l'Inter, è una partita molto importante.

Ritorno a Cagliari? Ora non ci penso, ma il sogno è di tornare a Cagliari in giorno. Prima però me lo devo meritare, prima devo fare ancora tanta gavetta.

Ricordo più bello? Gli anni di Ranieri dalla C alla A sono stati straordinari, l'esperienza più bella della mia vita. Eravamo un tutt'uno con i tifosi, un qualcosa di irripetibile ai giorni nostri".