Matri: "Per sempre grato al Cagliari, Di Fra tecnico intelligente"

"La vittoria contro la Juve a Torino ricordo indelebile"

pubblicato il 19/11/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione

Alessandro Matri e Andrea Lazzari, in passato giocatori del Cagliari che hanno lasciato un pezzo importante di sè nell'Isola, sono stati intervistati ai microfoni di Radiolina, raccontando i loro anni in rossoblu e parlando del Cagliari di oggi.

Ecco le loro dichiarazioni:

Matri  

"La mia esperienza a Cagliari? Ho avuto molto contrasti con la tifoseria di Cagliari, ma non so perché. La mia carriera doveva essere ambiziosa. Sarò sempre grato a vita al Cagliari, gli devo tutto, è stata la prima grande squadra che ha creduto in me. Andare alla Juve era un sogno. Quando sono andato via ho sempre rispettato il Cagliari, tre giorni dopo feci due gol contro di loro ma non esultai. Alla fine andai ad esultare sotto i miei nuovi tifosi, e da lì sono stato preso di mira dalla tifoseria. Mi sento ancora con Cossu e Conti e gli altri ex compagni, siamo rimasti molto uniti.

Ritiro? È un effetto strano, cambiano le prospettive, non sei più giocatore. Adesso non ho ancora le idee chiare, ho preso l'opportunità che mi ha dato Tare alla Lazio e vorrei fare il direttore sportivo, ma ho appena iniziato. Ho parlato con Conti e Cossu per confrontarmi, poi Agostini fa l'allenatore ed è diverso.

Fare l'allenatore? Per adesso sto iniziando a fare il dirigente, vedo Tare che è attivo ogni ora, devi essere aperto a 360°, devi capire che sei dall'altra parte ora. Fare l'allenatore non mi ha mai preso, non mi sono mai ritrovato in questo ruolo, ma tutto può cambiare nella vita.

Astori? Sarà sempre nei nostri ricordi, era un ragazzo unico ed eccezionale che porteremo sempre nel cuore.

Joao Pedro? Sta facendo la differenza, il cambio di ruolo da trequartista a prima punta ha aumentato il numero dei gol. I numeri parlano da soli. Sono orgoglioso di essere stato l'unico giocatore del Cagliari insieme a Riva ad andare a segno per sette gare di fila.

Chi mi assomiglia in Serie A? Quelli che mi piacciono di più sono Morata e Caputo, per i movimenti che fanno, per come attaccano la profondità mi ricordano me, ma con le dovute dimensioni, Morata ha giocato nelle squadre migliori del mondo.

Allegri? È sempre rimasto lo stesso, era un gran gestore dello spogliatoio, interpreta le gare allo stesso modo. Non è cambiato.

Juve-Cagliari? È stata una vittoria incredibile. Me la ricordo come se fosse ieri. Rimane indelebile nella mia carriera. Il livello atletico nel calcio di oggi si è alzato, è molto alto rispetto a tanti anni fa, si è abbassato il livello qualitativo, prima c'erano molti più campioni. L'Atalanta è l'esempio perfetto.

Cagliari di oggi? Di Francesco è stato intelligente ad adattare la squadra ai giocatori . Ha visto che il 4-3-3 non andava, ha visto che la squadra rendeva poco con Joao largo e giocava meglio a due punte. Ha cambiato ed è stata una forma di intelligenza dalla parte del tecnico.

Per chi tifo sabato? Sono due squadre a cui devo molto, sono legato ad entrambe, è un pareggio".

Lazzari

"Fare l'allenatore? Ho fatto la preparazione a Covercuano più il patentino Uefa B. Non nascondo che vorrei farlo, a differenza di qualche anno fa. Potrei provarci.

Astori? Sono arrivato con lui a Cagliari, ho fatto lo stesso percorso di crescita. Lo ricorderemo per sempre.

Eravamo un bel gruppo, c'era la vecchia guardia e noi giovani, ma all'interno dello spogliatoio c'era una bella amalgama. Lopez metteva in riga tutti.

In chi mi rivedo? Difficile dirlo, ognuno ha le sue caratteristiche, per visone di gioco e giocate forse un pochettino Barella, ma lui corre molto più di me.

Cagliari di oggi? Ho visto qualcosina del Cagliari, le poche volte che l'ho visto ho notato che cerca di impostare da dietro e di arrivare al gol con azioni corali, il merito è dell'allenatore che è riuscito ad adattare i giocatori a determinate situazioni.

Juve-Cagliari? Sabato tiferò Cagliari".