Cossu: "Cagliari il mio orgoglio, Walukiewicz sarà da top club"

"Di Francesco sta dando un'impronta alla squadra"

pubblicato il 12/11/2020 in Interviste da La Redazione
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La Redazione
2017

Questa sera è stato ospite della trasmissione Il Cagliari in Diretta (in onda su Videolina) la bandiera del Cagliari, e attuale responabile dell'Area Tecnica della prima squadra, Andrea Cossu. L'ex rossoblu ha parlato dei suoi ricordi con la maglia dei quattro mori e del Cagliari di oggi.

Ecco le sue dichiarazioni:

"Walukiewicz? È stato un lavoro di tutta l'area scouting, che comprende Guffanti, Sancamillo e anche Daniele Conti. L'abbiamo seguito diverse volte sul campo in Polonia, poi Giulini è stato bravo ad affondare il colpo nel momento giusto perché più passavano i giorni più venivano gli osservatori.

È un colpo importantissimo, in prospettiva, sarà da top club nei prossimi anni. Io vado a guardare l'aspetto della personalità, giocare in Serie A non è semplice. Lui dopo che fa un errore riesce a giocare come se niente fosse, questa è una cosa molto importante, specialmente per un difensore.

Nandez? Lo conoscevo da diverso tempo, sono un appassionato di calcio uruguaiano e lo vidi giocare con la Nazionale. Mi ricordo la finale di Libertadores a Madrid tra Boca e River dove fu il migliore in campo. Era impossibile dargli un giudizio sbagliato. Ha avuto dei miglioramenti notevoli giorno dopo giorno e ci stupisce quotidianamente. È un giocatore veramente importante. Abbiamo fatto un grande lavoro con l'area scouting, poi servono anche le segnalazioni. Prima partiamo dai video, poi se ci interessa qualcosa andiamo sul campo.

Direttore area scouting? Mi piace molto questo ruolo, mi ha appassionato fin da subito. Col Covid siamo a mezzo servizio purtroppo, possiamo vedere i giocatori solo dai video. Noi cerchiamo di vedere un po' tutto dei giocatori, li seguiamo anche sui social per vedere che testa hanno.

Senso di appartenenza? Cerchiamo sempre di far capire cosa significa indossare la maglia del Cagliari. Per me, Conti e compagnia è la nostra vita, e cerchiamo di faro capire agli altri. Quando ho iniziato a fare questo lavoro mi sono trovato subito a mio agio, poi magari quando guardo le partitelle in allenamento mi viene voglia di scendere in campo. Non ho avuto difficoltà a lasciarmi dietro la vita da calciatore, è stato facile per me. Si soffre di più fuori dal campo.

Giovani mandati all'Olbia? Ho parlato con tutti i ragazzi, fa parte della crescita dei ragazzi, è un campionato professionistico, faranno bene, ne sono convinto.

Luvumbo? È stata un segnalazione, poi l'abbiamo valutato e ci è piaciuto. È un ragazzo allegro, sta cercando di imparare la lingua, adesso è infourtunato ma darà una mano pure lui.

Nazionale? Ero contento, è un orgoglio, ma ero ancora più felice per aver portato i colori della mia città in azzurro. Andai in Sudafrica come 24°, poi recuperò Pirlo e io tornai a casa.

Mercato migliore? Ci sono tanti fattori che vengono valutati, noi facciamo un lavoro a 360°.

Momento più bello col Cagliari? Tutti i giorni direi. Se devo scegliere dico la salvezza nel 2008 e poi la vittoria a Torino dopo 41 anni. Gol alla Juve? Fu un'esultanza spontanea, da tifoso.

Ex compagni? Il nostro rapporto non è mai cambiato, quando ci vediamo è come se fossimo ancora negli spogliatoi. È un'amicizia che rimarrà per sempre. Pisano? Lo sento spesso, quando viene a Cagliari ci vediamo.

Ounas come me? È un ottimo giocatore, ha qualità importanti, sono convinto che farà benissimo.

Di Francesco? È un insegnante di calcio, sta dando un'impronta a questa squadra, il Cagliari può segnare in ogni momento col suo gioco. Gli allenamenti stanno dando i frutti sperati, la squadra segue il mister e dà tutto per lui. Volevo ringraziare Marcello Carli perché mi ha aiutato ad entrare in questo ruolo, è una persona speciale".