Il Torino: solidità, concretezza e continuità

Nonostante un avvio balbettante Ventura e i suoi hanno ritrovato la quadratura del cerchio

pubblicato il 15/02/2015 in Gli Avversari da Massimo Collu
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Massimo Collu

Come ogni settimana, analizziamo insieme i nostri prossimi avversari: stavolta è il turno del Torino di Giampiero Ventura, indimenticato ex allenatore rossoblù.

Attualmente, i granata sono in serie positiva da oltre due mesi, l'ultima sconfitta risale infatti al 30 Novembre 2014, nello sfortunato derby con la Juventus. Da allora è stata un'escalation di ottimi risultati e bel gioco, che hanno riportato la squadra a poter dire la sua per un posto in Europa.

Analizziamo nel dettaglio come gioca la squadra di Ventura e cerchiamo di capirne i punti di forza e le debolezze.

Fra i pali gioca Padelli, portiere affidabile, sebbene all'andata abbia regalato il gol a Cossu. Dopo quella gara, il portierone granata non ha più visto il campo per le successive dodici giornate, salvo poi convincere nuovamente il proprio tecnico a suon di buone prestazioni, riprendendosi così i galloni di titolare.

Davanti a lui, il trio Glik, Moretti e Maksimovic, per una linea molto fisica e grintosa, che cerca anche di essere d'aiuto in fase d'impostazione, proponendo il gioco dalle retrovie.

Tra loro, il capitano polacco Glik è sicuramente l'uomo di spicco, per la sua tenacia che lo porta a non mollare mai, sia in fase difensiva che offensiva: sino a poco tempo fa era il capocannoniere della squadra con cinque gol.

Il trio, è supportato sugli esterni da Darmian a sinistra e Bruno Peres a destra, che garantiscono qualità e corsa in entrambe le fasi. Il gioco del Torino risulta quindi imprevedibile grazie alle buone individualità sia sulle fasce che al centro.

In mediana infatti, Benassi, Gazzi e Farnerud garantiscono molta sostanza ma anche una discreta qualità, sebbene il loro apporto in fase realizzativa non sia eccelso.

Ma il reparto che ha subito la più grande trasformazione in casa Toro è sicuramente l'attacco: nelle prime tredici giornate infatti, i granata avevano messo a segno la miseria di otto gol (due al Cagliari nella gara d'andata). Da dicembre il lento risveglio, fino ai recenti tris contro Cesena e Verona, e alla roboante cinquina rifilata alla Sampdoria.

I meriti di questa rinascita, per quanto concerne le sole punte, sono da riferirsi in particolar modo a Fabio Quagliarella, autore sinora di nove reti e in un buon momento di forma.

Accanto a lui gioca generalmente Martinez, autore di una sola rete, così come Maxi Lopez e Amauri, i quali vengono però alternati con l'attaccante campano.

In sostanza, il Torino è una squadra temibile per la sua compattezza. Al momento non presenta particolari lacune e sembra non conoscere soste. Di recente, le uniche squadre che l'hanno fermata hanno impostata una fase difensiva vecchio stampo, come Chievo e Milan (rossoneri in dieci per buona parte della gara e tutti a protezione della propria porta): in questo modo agli uomini di Ventura non è stato concesso alcuno sbocco offensivo e i tre punti non sono arrivati.