ESCLUSIVA - Lopez: "O'Neill? Un grandissimo. Che gioia rivedere Herrera e Abeijon!"

L'ex Capitano e tecnico rossoblù ai microfoni del nostro quotidiano: non solo Coppa America, spazio ai ricordi. Tabarez, Herrera e Abeijon hanno un posto speciale nel cuore di "El jefe"

pubblicato il 03/06/2016 in Esclusiva da Federico Ventagliò
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Federico Ventagliò

Tredici campionati col Cagliari, dei quali tre da Capitano, Diego Lopez è rimasto un beniamino della tifoseria. Al Centro Sportivo di Assemini, al termine del Memorial Martiradonna, riassume ai microfoni del nostro quotidiano la situazione del calcio in Uruguay e racconta di alcuni suoi connazionali che hanno vestito di rossoblù.

Non solo Godin: Jimenèz, Gaston Silva, Coates, Victorino. Una nidiata di stopper di nuovo di eccellenza.

“Sono forti, secondo me sono più forti della generazione precedente. Tutti giocano ad alto livello e stanno giocando nelle migliori squadre. Gran parte sono giocatori giovani. Il livello medio è piuttosto elevato”.

Il tuo rapporto con Tabarez?

“Direi normale, però rimane una persona speciale. In Uruguay è una persona molto rispettata, anche da noi ex giocatori. È il tecnico che ci ha guidato finora e il progetto è fino ai Mondiali prossimi”.

Siamo a ridosso della Coppa America del Centenario. La Celeste con le sue quindici è di diritto nel novero delle favorite.

“A differenza dell'anno scorso c'è Suarez. Valore aggiunto indiscutibile. Luis e Cavani fanno la differenza. Secondo me si può vincere. Vinciamo noi. Va bene?”

L'hai vinta nel '95. Che emozioni hai provato?

“Era più di vent'anni fa, ricordo poco. Scherzo ovviamente; Bello, bello, bello ovviamente, è una delle quindici che abbiamo vinto e sono contento di far parte della Storia del nostro calcio”.

L'effetto di rivedere Pepe e Nelson a Cagliari?

“Bello, ma non solo per me, penso per tutti. Sono due giocatori ai quali la gente vuole ancora bene e si è visto ampiamente. Poi son rimasto contento di rivederli perché sono amici miei”.

Fabian O'Neill: siamo rimasti con la sensazione che gran parte del suo potenziale sia rimasto inespresso.

“Sono anche io di quel parere. Dico che era all'altezza di farsi dieci anni alla Juve tranquillamente viste le sue qualità. Purtroppo a volte non va così. Però comunque resta un grande giocatore”.

Munùa, Poyet, Bengochea, Coito, Gutierrez, ma anche il Profe Ortega preparatore dell'Atletico Madrid: una scuola di tecnici attualmente molto valida.

“Sì, per fortuna abbiamo molti allenatori competenti, stanno facendo bene anche in Europa. Poi Munùa, è partito quest'anno ma fa un bel calcio, ha fatto molto bene col Naciònal nella Coppa Libertadores, quindi siamo sulla strada giusta”.