Ai sardi piace la porta del Milan

Tanti i calciatori isolani che con la maglia rossoblù sono andati a segno contro il Milan

pubblicato il 25/01/2014 in Curiosità da Federico Ventagliò
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Federico Ventagliò

Nella speranza che questa volta sia il turno di Sau o Cossu, o Pisano e Murru che a più riprese a Bergamo hanno concluso verso Sportiello, ma anche il debuttante Solinas, andiamo a ripercorrere i gol dei sardi contro il Milan.

Dal momento che si gioca a Cagliari, partiamo dai match disputati nell'Isola. Al “Sant'Elia” si presenta il Milan Bi-Campione d'Europa e del Mondo in carica nel 1991. Il Diavolo è privo di due che hanno sollevato la Coppa dei Campioni con i gradi di Capitano: Baresi e il suo vice Tassotti. Scenario che richiama Atene '94: Filippo Galli titolare, Kaiser Franz e Costacurta squalificati. Nemmeno a farlo apposta, il primo giugno '97 ancora Baresi e Tassotti in tandem legati a doppio filo al Cagliari: a San Siro contro i rossoblù giocano l'ultima partita della loro carriera.

Per il "Tasso" gli incroci con la Sardegna non finiscono qui: è di fronte al Golfo degli Angeli che veste per la prima volta la maglia azzurra: Italia-Svizzera 2-2 mercoledi 14 ottobre 1992. Tanto per cambiare, anche quella sera Baresi è squalificato. Come diritto alla fascia, Maldini è quindi il terzo in gerarchia e contro il Cagliari tocca a lui. La onora portando il Milan in vantaggio. Ma nel Cagliari il “Capitano” vero c'è.

Ex nerazzurro, per lui è un derby. Gianfranco Matteoli si incarica di un calcio di punizione da posizione defilata al minuto sessantadue, una sorta di corner corto da sinistra. La traiettoria è pitagorica e Pazzagli è fuori causa. Devono passare quindici anni prima di ritrovare un sardo infilare il Milan: Andrea Capone, con una prepotente incornata dai sedici metri, infila Kalac nel 2006. L'ultimo in ordine di tempo è Daniele Ragatzu, nello sfortunato 2-3 per i meneghini nel 2010. Ma anche a San Siro i nostri conterranei trovano confidenza col gol, tanto da farne registrare tre in una sola volta; è il 1976 e nel volgere di un quarto d'ora, Leschio e Virdis (2) bucano tre volte Albertosi.