Cagliari: un 2013 da ricordare in tutti i sensi…

Tempo di numeri e bilanci anche in casa rossoblù. Leggiamo che anno è stato per il Cagliari

pubblicato il 29/12/2013 in Curiosità da Alessio Masala
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Alessio Masala

Fine anno, tempo di bilanci e di numeri. Che anno è stato, questo 2013 che volge al termine, per il Cagliari?
Un anno sofferto, pieno di peripezie a volte ai limiti del grottesco, soprattutto per via della faccenda stadio (che è comunque ancora lontana dal suo epilogo, considerando la capienza ridotta del Sant’Elia). Nel 2013 si è giocato in tutti i tipi di scenari: Is Arenas pieno (l’1-1 col Milan), Is Arenas vuoto (e quante vittorie), Nereo  Rocco di Trieste (quello sempre vuoto anche se aperto al pubblico), per arrivare alla soluzione finale (per ora), quella del Sant’Elia mezzo vuoto. Ma almeno si è tornati a casa e la curva è là, a riscaldare i cuori dei giocatori che non devono più giocare nel deserto. Di questi tempi chi si accontenta gode.

E come dimenticarsi l’arresto di Cellino a febbraio, sempre per le faccende ormai note a tutti, dello stadio quartese? Un fatto che poteva abbattere la squadra, che invece senza il suo presidente ha cominciato a volare in classifica, racimolando vittorie e punti pesanti. Poi sul fatto che la squadra abbia giocato alla grande per onorare il proprio presidente, o lo abbia fatto perché finalmente non lo aveva più in mezzo ai piedi e giocava più rilassata, ognuno è libero di avere il proprio personale pensiero.

In ogni caso, fatti di cronaca o meno, a livello calcistico la squadra rossoblù è andata alla grande durante l’anno solare. Un fatto positivo è stato sicuramente che non c’è stato nessun esonero di allenatore. Merce rara a Cagliari negli anni di presidenza celliniana, quindi sicuramente da sottolineare.

È comunque guardando i numeri che anche i più criticoni devono chinare il capo e ammettere l’ottima annata rossoblù. I 51 punti conquistati dalla sconfitta con la Lazio di gennaio al pari col Napoli di sabato scorso sono un bottino che Conti e compagni non avvicinavano dai tempi del 2008.

Anche i giornali sportivi hanno piazzato la squadra di Lopez tra le migliori (per gioco e prestazioni) dell’ultimo campionato, anche considerando tutti i fatti extra calcistici che ne avrebbero dovuto minare il rendimento.

Le vittorie in tutto sono state 12 (su 37 partite giocate), 10 le partite perse e 15 i pareggi.

Indimenticabile la vittoria dell’Olimpico contro la Roma (4-2) che fece esonerare Zeman e dare la prima gioia del gol a Francesco Pisano (un evento!). Ma non dimentichiamo le due vittorie contro il Torino (4-3 e 2-1), entrambe con Conti doppiettista e marcatore agli sgoccioli della gara, così come la tripletta di Ibarbo che schiantava la Samp (3-1) in un Is Arenas chiuso al pubblico (esclusi i soliti “accozzati”) oppure la doppietta di Pinilla all’Inter (2-0) che dava il carattere di fallimentare alla stagione neroazzurra.

Le vittorie sono state quasi tutte casalinghe (qualunque sia stata la “casa”), infatti solo due sono state ottenute in trasferta, laddove il Cagliari non vince dalla partita di Pescara (2-0 con doppietta di Sau), ed era il mese di febbraio. Sarebbe ora di “sbancare” qualche altro campo esterno.

Il miglior marcatore chi è stato? Sì, proprio lui, Marco Sau da Tonara, spesso relegato in panchina o più volte sostituito a partita in corso. Ma delle 45 reti totali (delle quali ben 30 sono state realizzate in casa e solo 15 in trasferta) segnate dal Cagliari nel 2013, ben 11 le ha firmate lui, alcune delle quali di pregevole fattura.

Dopo il nostro numero nove spicca il nome di Ibarbo, finalmente più prolifico sotto rete: il colombiano ha segnato 8 volte. Dietro di lui, Pinilla e l’ìnossidabile capitan Conti si sono fermati a quota 7.

Completano il quadro Nainggolan con 3 reti, Nenè con 2, e chiudono Thiago Ribeiro, Pisano, Dessena, Ekdal e Cabrera con una rete a testa.

Due sono state le autoreti a favore, una è praticamente targata Cagliari (Canini con l’Atalanta) e l’altra è stato il goffo tentativo di presa alta tentato da Goicoechea all’Olimpico.

Insomma, i numeri parlano di un anno altamente positivo, e per il nuovo anno la speranza è quella di proseguire sulla stessa falsariga. Ma l’inizio è di quelli da brividi: Chievo in trasferta e Juve in casa. Due ottime occasioni: è l’ora di cogliere finalmente un successo a Verona (campo tabù per il Cagliari) e anche il momento di portar via punti ai bianconeri che stavolta (dopo due anni di seguito) non giocheranno due partite stagionali contro i rossoblù con tutto uno stadio a favore.

E tanti auguri di buona fortuna a coloro che vorranno tentare di accaparrarsi un biglietto dei pochi disponibili al Sant’Elia per vedere da vicino i propri beniamini in maglia zebrata…