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Capozucca: "Chiediamo scusa a tutti, Giulini il meno colpevole"

Passetti: "Alcune contestazioni sono state eccessive, sarà un Serie B complicatissima"

La Redazione
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Questo pomeriggio il Cagliari Calcio ha tenuto, nella sala stampa dell'Unipol Domus, una conferenza sulla stagione appena passata,  conclusasi con la retrocessione  dei rossoblu in Serie B. Hanno parlato di fronte  ai media presenti il direttore sportivo Stefano Capozucca e il direttore generale Mario Passetti. 

Ecco le dichiarazioni di Capozucca:

"Ci aspettavamo un epilogo diverso per questa stagione, soprattutto dopo il primo tempo contro il Venezia. Purtroppo però è successo quello che nessuno voleva immaginare, in maniera suicida. 

Ci sentiamo tutti colpevoli di questa situazione, le scuse sono doverose a tutti, dai giornalisti ai tifosi, a tutti quelli che lavorano per il Cagliari. Mi sento colpevole e sento di aver tradito tutta questa gente, perché si aggrappava a me. 

Ero convinto di salvarci, c'erano squadre inferiori come potenzialità, non avevamo una squadra da Serie B. Il Presidente mi ha chiesto di rimanere e non potevo fuggire di fronte a questa gente, sarebbe stato troppo facile andarsene via e fuggire dalle responsabilità. 

Il mondo Cagliari è ferito, noi che siamo gli operatori chiediamo scusa a tutti perché il Cagliari non merita questa categoria. 

Quando si retrocede è fuori discussione che ci siano degli errori, ma non da parte di uno solo. La società in primis ha sbagliato, anche io, perché ho cercato di difendere delle scelte di cui ora posso pentirmi. 

La buona fede del Presidente c'è sempre stata, ha cercato di elevare il tasso tecnico della società portando grandi giocatori. Il Presidente può essere colpevole ma è meno colpevole di tanti altri. Il Presidente lo vedo come il meno colpevole di tutti in tutta questa retrocessione. Siamo colpevoli io come direttore, chi ha guidato questa squadra e i calciatori. 

Mazzarri? L'ho difeso e lo farei di nuovo, se le cose dopo Verona non fossero precipitate sarebbe rimasto fino alla fine alla guida della squadra. Ho difeso Mazzarri perché pensavo potesse essere l'uomo giusto per portare la salvezza al Cagliari. Ma mi sbagliavo. 

Ritorno Nainggolan? È un giocatore a cui sono affezionato. Il Presidente viene più volte accusato dai giornali e dallo stesso Nainggolan per non aver mantenuto la parola. Tuttavia, io e Cossu avevamo portato una proposta per farlo restare ma non fu accettata da Nainggolan  perché un'altra squadra offriva di più. Quindi non è vero che il Presidente è venuto meno ai patti. 

Lo shock della retrocessione è per tutti, quello dell'ultima giornata è stato un suicidio perfetto. Oggi dico di mandare via più gente possibile, non posso parlare di obiettivi futuri. Questa è una retrocessione assurda, dobbiamo cambiare il più possibile se ci riusciamo. 

Da chi bisogna ripartire? Non possiamo cambiare 25 giocatori, ci sono giocatori da tenere. Faccio un nome: Alessandro Deiola. Ha il cuore sardo, non avrà la qualità del fuoriclasse ma ha il sentimento e lo spirito per giocare nel Cagliari. Potrebbe essere anche il nuovo capitano. 

Futuro allenatore? Agostini non ha colpe, ha avuto il coraggio di fare tre partite non facili, lo ringrazio per aver cercato di dare un mano in tutte le maniere con la sua passione cagliaritana. 

In settimana, tra mercoledì e giovedì, renderemo noto il nominativo del nuovo mister. Vogliamo un allenatore che sposi un progetto che non è come quello di sette anni fa, ma  è  sempre il Cagliari. Cerchiamo la persona giusta, che si sappia calare nella realtà e nel momento di una retrocessione. 

Esonero Semplici? Abbiamo fatto tre partite, non eravamo partiti benissimo, i presupposti poi non erano dei migliori sul finire dell'anno prima, avevamo infatti cercato un allenatore poi finito in un'altra squadra. 

Dopo la retrocessione ho ricevuto solo due messaggi da due calciatori, di cui uno inaspettato. Bisogna rifondare il Cagliari, questo è stato il mio pensiero. Non si possono cedere tutti i giocatori però. Terrei Carboni a vita, anche Altare. 

A livello di rosa cinque sei giocatori vorrei tenerli, ma rispetto a prima prevedo di cambiare molto, e qui il Presidente è d'accordo con me. 

Giovani della Primavera? La Primavera ha fatto un percorso straordinario. Alcuni ragazzi faranno sicuramente parte dell'organico della prima squadra. 

Joao Pedro? Ha un anno solo di contratto, è normale che abbia mercato ed è giusto che vada avanti e che abbia un suo percorso. Averlo in B sarebbe un lusso, ma non può giocare in Serie B. 

Oggi ci sono almeno nove squadre in B che puntano alla A, non possiamo quindi fare proclami, è un campionato molto difficile. Facciamo la nostra squadra con calma, io ho le idee abbastanza chiare, non faremo cose folli, perché il proprietario, cioè Giulini, deve mettere 22 milioni per iscrivere la squadra al campionato".

Ecco invece le dichiarazioni di Passetti:

"Mi associo a quello che diceva il direttore Capozucca, chiedo scusa per i motivi che il direttore ha ricordato. 

Essere di Cagliari è un peso in più, perché sai di non aver ripagato le aspettative di un popolo. Questo ci fa soffrire ed è giusto prenderci le nostre responsabilità, come si è sempre fatto in questi anni. 

Questa conferenza è fatta per chiudere questa stagione maledetta, per poi pensare al futuro e alla ripartenza. Lo sport presenta anche questi lati crudeli, ma c'è anche la possibilità di rifarsi e ricostruire. 

Ci sono due elementi che abbiamo valutato: in questi anni il Presidente ha provato ad alzare giustamente l'asticella, e nel farlo ci si è affidati ad allenatori di una certa esperienza e di un certo blasone. 

Non ricordo una campagna acquisti di questo tipo negli ultimi 8 anni, ci siamo magari abituati ad un certo tipo di campagna acquisti e questo ha alzato le aspettative, cosa giusta alla fine. Abbiamo sbagliato modo però, e chi ha affiancato il Presidente non ha saputo dargli consigli giusti, compreso io. 

È giusto criticare, anche ferocemente, ma bisogna arrivare ad un punto in cui ci sei ferma e si torna a volere bene al Cagliari perché continuare a soffiare sul fuoco rischia di diventare pericoloso, perché tutti noi vogliamo remare dalla stessa parte. 

Al Presidente hanno dato fastidio le voci di una holding interessata al club, cosa che è stata subito smentita dalla società. In quest'ultimo periodo si sono dette molte inesattezze che ci hanno dato fastidio. 

Contestazione della piazza? Son tantissime le manifestazione di sostegno e solidarietà, però sono nettamente superiori le contestazioni. Ti dà molto più coraggio e fiducia vedere che tante persone che non sentivi da anni hanno dato solidarietà capendo che si cerca di dare il meglio per il Cagliari. 

Stadio? Nulla cambia rispetto all'ultimo aggiornamento, dobbiamo depositare il progetto entro il 30 giugno, siamo in linea con questi tempi. 

Ci saranno momenti difficili quest'anno, ci vorrà perseveranza. Dobbiamo capire chi vogliamo essere, ovvero una squadra combattiva, che non molla, dura da battere. Questa è la nostra idea, con questa dobbiamo andare a scegliere il nostro allenatore e i nuovi giocatori. 

Sarà una Serie B complicatissima, sarà molto diversa rispetto all'ultima, ci saranno anche degli outsider, come il Modena. C'è grande rispetto di tutti, sappiamo che sarà difficile. Ci vorrà unità di intenti senza inventarsi nulla, ricordandoci che siamo il Cagliari. 

Nuovi sponsor? Il Cagliari è una società solida, ma se mai ci saranno nuovi sponsor interessati si valuteranno con serenità le proposte. Mi auguro che gli sponsor vecchi ci stiano vicini in questo momento di difficoltà. 

Non sono preoccupato per il mercato, abbiamo le nostre armi, tra cui Capozucca. Abbiamo una voglia matta di riprenderci, non c'è mancanza di ambizione. Quest'anno non ci saranno slogan, ma fatti".

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