Le incognite del centrocampo

La mediana rossoblù in grave difficoltà contro il Genoa

pubblicato il 24/08/2016 in Approfondimenti da Andrea Matacena
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Andrea Matacena

Prima di fare eventuali analisi è necessaria una premessa. Sulla sconfitta di Genova si è scritto (troppo) e si è detto di tutto. Tante, troppe critiche per una squadra che alla prima giornata di campionato ha rischiato di vincere una partita su uno dei campi più caldi della serie A. Perché se Giannetti avesse segnato il 2-0, il Cagliari avrebbe espugnato Marassi e staremo qui a parlare di tutt’altro. Paradossi del calcio che a volte non capiremo mai.

Ci si dimentica, però, che la sconfitta di domenica contro il Genoa, seppur pesante per come si sviluppata la gara, rientra tra quelle partite (anche se ufficiali) da annoverare in quel calcio d’agosto, tanto sconosciuto e di difficile interpretazione. Può succedere, allora, che un Chievo travolga l’Inter per 2-0. O che una neopromossa come il Pescara blocchi in casa i vice campioni d’Italia per 2-2. Le analisi tecnico tattiche vanno fatte, ma allo stesso tempo lasciano anche il tempo che trovano.

Tornando alla partita del Cagliari ci può stare la sconfitta a Genova, da neopromossa, alla prima giornata di campionato.

Bisogna constatare però che qualcosa a centrocampo non ha funzionato. Si è assistito ad una partita dove il Cagliari si è rintanato nella propria metà campo, per quasi tutta la gara, in balia del centrocampo genoano che faceva girare il pallone per vie orizzontali per poi affondare sulle fasce.

In mediana Di Gennaro è apparso in grande difficoltà. Ora sarebbe sia riduttivo che offensivo metterlo in discussione, dopo soltanto una partita ufficiale (o meglio, due se consideriamo la gara di coppa Italia contro la Spal). Di sicuro le aspettative sul fantasista cagliaritano sono eccessive. Anche perché Di Gennaro è quel tipo di giocatore “di categoria”, che si presta tatticamente meglio in un campionato come quello della B, dove gli avversari lasciano più metri a centrocampo, consentendo quindi di impostare e verticalizzare.

In serie A è diverso. C’è più intensità e gli avversari vanno a pressare i centrocampisti, non aspettano come spesso accade in B nella loro metà campo, vanno invece a prendersi la palla. E Di Gennaro non avendo quegli spazi che la serie B gli poteva garantire, fatica a costruire gioco. E lo si è visto contro il Genoa, dove tra l’altro ha subito alcuni falli per il pressing attuato dai centrocampisti liguri.

Se poi Di Gennaro viene lasciato da solo allora tutto diventa più complicato. Ionita, che tanto aveva impressionato nel ritiro estivo, non ha brillato. Una prestazione opaca, quella del moldavo, che volendo ha anche le caratteristiche per svariare al centro a dettare i tempi di gioco (al fianco, se non al posto di Di Gennaro). Ha preferito attaccare la profondità, da classica mezzala, lasciando più volte il centrocampo scoperto ed quindi in inferiorità numerica. Meglio Padoin, bravo in alcuni interventi, meno attivo in fase di spinta e di impostazione. Da lui ci si aspetta molto di più.   

A prescindere dai dubbi legati a Di Gennaro (non si offenda, è anche lecito averli) e dalle prestazioni mediocri dei due nuove acquisti, non hanno convinto neanche Murru e Isla che, seppur esterni di centrocampo nel 3-5-2, hanno finito per rintanarsi in difesa, al fianco di Bruno Alves, Capuano e Ceppitelli, perché schiacciati dalla pressione dei genoani. Conseguentemente la linea mediana cagliaritana è rimasta quasi sempre scoperta sulle fasce, con tre uomini (Di Gennaro, Padoin, Ionita) contro quattro (Laxalt, Veloso, Rincon, Lazovic).

Che ci sia di base un problema di modulo? Può essere. Sicuramente se il Cagliari fosse sceso in campo con un 4-4-2, la squadra avrebbe coperto meglio gli spazi e forse non si sarebbe fatta schiacciare in quel modo dal Genoa.

Attenzione poi a Munari, subentrato nella ripresa per sostituire Di Gennaro. Rastelli al momento lo considera una valida alternativa a Di Gennaro ma il giocatore, come si è visto in un paio di occasioni nella gara di domenica sera, non ha caratteristiche tecniche, doti di palleggio, né visione di gioco per poter svolgere un ruolo così delicato, come quello di regista basso davanti alla difesa.

In ottica mercato si parla tanto della necessità di acquistare un terzino sinistro. Ma in realtà servirebbe un giocatore là in mezzo al campo, di qualità e allo stesso tempo di sostanza. C’è ancora una settimana a disposizione per intervenire.