Una necessità passeggera

Il 3-5-2 non rappresenta l’unico modulo a disposizione di Rastelli

pubblicato il 24/08/2016 in Approfondimenti da Marco Castoni
Condividi su:
Marco Castoni
2015

Il Cagliari ha trascorso gran parte della preparazione estiva esercitandosi su due moduli, ovvero il classico 4-3-1-2 e il 3-5-2. Quest’ultimo assetto è balzato agli onori della cronaca in prossimità dell’inizio stagionale, diventando successivamente il modulo utilizzato nelle prime due gare ufficiali contro Spal e Genoa.

Il 3-5-2 ha ancora bisogno di tempo per essere pienamente recepito dai ragazzi di Rastelli, infatti nonostante la larga vittoria nell’esordio in Coppa Italia, diverse pecche sono emerse, venendo cancellate solo dalla pochezza dell’avversario di turno. Tuttavia tali problematiche sono riaffiorate prepotentemente al cospetto di un’avversaria ben più attrezzata, che ben poco ha concesso alla squadra isolana sia dal punto di vista della costruzione, che quello della finalizzazione.

Non solo, l’utilizzo di un modulo che prevede l’impiego di due interpreti offensivi, pone diversi interrogativi. In prima battuta il mancato utilizzo del trequartista dietro le punte, priverebbe la squadra della fantasia di Pedro o Farias, due degli artefici indiscussi della promozione, mentre è altrettanto evidente che tale scelta porterebbe quattro dei sei attaccanti a disposizione ad accomodarsi in panchina.

Infatti se da un lato la coppia formata da Borriello e Sau fornisce ampie garanzie, è necessario trovare un impiego diverso da quello di mero rincalzo per il rientrante Melchiorri, Giannetti, ma soprattutto per il duo brasiliano Farias-Pedro.

Difficilmente Rastelli continuerà a puntare solo ed esclusivamente sul modulo di inizio stagione, rinnegando un assetto che oramai fa parte del dna rossoblù e capace di riportare il Cagliari in A.

L’alternanza a seconda delle caratteristiche delle avversarie di turno può risultare un’arma a doppio taglio, infatti se da una parte può ottimizzare le doti degli interpreti rossoblù, dall’altra rischia di rallentare l’assimilazione dei meccanismi propri di ciascuno schieramento.

Rastelli ha il compito di valorizzare la rosa completa messa a disposizione della società, evitando di incartarsi su questioni che rischiano di ritardare la definitiva maturazione.