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Nainggolan convocato in Nazionale, giocherà almeno 45 minuti: quando la maglia rossoblù "penalizza"

pubblicato il 28/02/2014 in Approfondimenti da Andrea Piras
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Andrea Piras
Radja Nainggolan

Forse Radja Nainggolan aveva ragione quando, ancora con la maglia rossoblù indosso, sosteneva con un po’ di rammarico che giocare nel Cagliari – per quanto fosse piacevole e motivo d’orgoglio – era penalizzante in vista della convocazione nella nazionale belga per i mondiali brasiliani della prossima estate, dato che giocare in Sardegna non dà la stessa visibilità che farlo in qualche altro club straniero o, quantomeno, in un top team italiano quale ad esempio la Roma?

Stando ai risultati, probabilmente sì. Ed è parimenti verosimile che il Ninja abbia soppesato e valutato a lungo tutte queste considerazioni prima di dire sì alla corte della società capitolina. Tant’è che a meno di due mesi dal cambio di maglia, puntuale è arrivata la convocazione del Ct dei Diavoli Rossi, Wilmots: il tecnico belga lo ha inserito nella lista dei convocati che il 5 marzo incontreranno in amichevole la Costa d’Avorio. E ovvia la soddisfazione del Ninja, espressa come spesso accade a mezzo Twitter. Questo il messaggio del centrocampista giallorosso:

“Molto contento per la convocazione. Grazie a tutti i miei compagni e a chi mi sta vicino per questa opportunità. Sono molto contento #obbiettivomondiale”.

Inoltre, come ciliegina sulla personalissima torta di Radja sono arrivate anche le rassicurazioni dello stesso commissario tecnico belga, il quale ha dichiarato che concederà al centrocampista romanista almeno 45 minuti di gioco. Non male per un calciatore che finora era stato convocato in appena 5 occasioni (tutte amichevoli), l’ultima lo scorso novembre (a onor del vero, ottenuta con la maglia rossoblù: ma le prestazioni brillanti del Ninja non potevano passare inosservate), tra l’altro dopo un astinenza di nove mesi, periodo in cui i Diavoli Rossi si son guadagnati a suon di risultati il pass per Brasile 2014.

E allora il sospetto che Nainggolan avesse ragione è più che fondato. Giocare da titolare fisso – anzi da leader carismatico in campo e nello spogliatoio – in un club come il Cagliari non equivale a scendere in campo, pur senza continuità, con la maglia di un top team addosso. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi a riguardo, li metta pure da parte: Wilmots docet.