In bocca al lupo Rangel!

La vetrina dei Mondiali avrebbe potuto far crescere rapidamente l’attaccante carioca

pubblicato il 25/05/2015 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni

Arrivato in Sardegna come uno dei giocatori più promettenti per il futuro, ma con la consapevolezza di potersi ritagliare un discreto spazio sin da subito, Caio Rangel raramente è sceso in campo, collezionando solo pochi spezzoni di gara. Ala destra cresciuta nelle giovanili del Flamengo, abbina una tecnica da affinare ad una rapidità notevole.

Per il classe ’96, le cifre parlano di sei presenze in campionato per un totale di 104 minuti; davvero troppo pochi per poter dare un giudizio attendibile e definitivo della prima stagione dell’attaccante brasiliano.

Tuttavia a sorpresa è arrivata la convocazione dell'allora c.t. dell’Under 20 brasiliana Alexandre Gallo al Mondiale di categoria che prenderà il via il 30 maggio in Nuova Zelanda. Un riconoscimento inaspettato dato lo scarso utilizzo del giocatore in maglia rossoblù, che ha fatto riflettere su quanto in Sardegna possa esserci un talento non ancora riconosciuto ed apprezzato. Lo stupore tuttavia è durato poche settimane, infatti il neo tecnico Rogèrio Micale ha optato per non inserire Rangel nel gruppo di 22 elementi.

Le selezioni giovanili verdeoro hanno nel tempo sfornato quantità industriali di talenti capaci di fare la fortuna tecnica ed economica di squadre europee; chissà che lo stesso Rangel grazie anche alla vetrina del Mondiale non potesse tornare in Sardegna cresciuto dal punto di vista tecnico e psicologico e una maggiore considerazione da parte della società e di chi siederà sulla panchina isolana.

Non resta che attendere in questo finale di stagione il giudizio definitivo proveniente dal campo e capire chi farà parte del futuro rossoblù; Rangel, svanita l’esperienza in Nuova Zelanda, potrebbe provare con maggiore grinta e personalità a diraradare i dubbi attorno al suo nome, nella nuova stagione in rossoblù.