Nainggolan: ecco come si diventa il Ninja più amato dai sardi (e non solo)

La storia del campione rossoblù, dall’infanzia complicata a oggi, in un crescendo di soddisfazioni e obiettivi raggiunti

pubblicato il 30/12/2013 in Approfondimenti da Andrea Piras
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Andrea Piras
Radja Nainggolan

Come si fa a diventare l’uomo copertina del calciomercato italiano? Chiedetelo a Radja. O forse no: magari se lo sta chiedendo anche lui. Sì, perché il Ninja nazionale non pare farci molto caso. Lui continua ad allenarsi serenamente col Cagliari, nel quale più e più volte si è detto felice di giocare. E altrettanto spesso ha detto di trovarsi alla grande in Sardegna, terra che l’ha adottato e che lo ama, amore pienamente ricambiato dal belga. A dispetto del turbinio di voci di mercato che in questo mese di dicembre lo ha accompagnato costantemente, praticamente trenta giorni su trenta, 24 ore su 24.

Ma Radja continua con la sua vita di tutti i giorni senza dar troppa importanza alle indiscrezioni giornalistiche, forte di una umiltà e una semplicità insolite per una personaggio pubblico come lui, il quale gode oramai di una fama crescente e in costante ascesa: una notorietà che, magari, lui non avrebbe neppure voluto.
Radja è un esempio di serietà, integrità e umiltà, e forse è anche per questo motivo che si è creato un così forte legame coi sardi. Una umiltà che chissà deriva da un’infanzia non semplicissima, come il centrocampista (nato ad Anversa 25 anni fa) racconta alla Gazzetta dello Sport:

“Sono cresciuto solo con mia madre, mio padre se n’è andato presto, ci aveva lasciati in una situazione precaria. Per me non è stato facile”.

Ma Radja prosegue per la sua strada nonostante l’abbandono da parte del padre indonesiano, ma con una madre e una sorellina gemella accanto. E continua seguendo la sua passione: rincorrere un pallone (passione, tra l’altro, condivisa proprio con sua sorella, oggi giocatrice di calcio femminile in Belgio). Fino a che il giovane Radja, a 17 anni, viene notato da quello che considera molto più che un semplice procuratore: Alessandro Beltrami, agente sportivo ticinese che lo porta in Italia, al Piacenza. È l’inizio dell’ascesa del campione, oltre che di un rapporto quasi fraterno tra giocatore e procuratore che tutt’oggi continua:

“Mi ha salvato la vita, è come un fratello”, dice Radja di lui.

Nel Piacenza, tra giovanili e prima squadra, il belga ci resta per 5 anni, conditi da prestazioni sempre in crescendo, 71 presenze e 4 gol in serie B. Fino al gennaio 2010, mese nel quale la carriera del Ninja prende la spinta decisiva e, soprattutto, nel quale inizia la storia d’amore con il Cagliari e la Sardegna.

Un rapporto fatto di affetto e rispetto reciproco, come a più riprese lui stesso ha confermato in diverse interviste, ad esempio affermando che:

“Mi piace la gente sarda perché è molto rispettosa ed educata. Il vicino ti saluta e io mi fermo volentieri a parlare con chi incontro”.

In terra sarda Nainggolan trova anche Claudia: l’amore della sua vita, quello vero, con colei che poi sarebbe diventata sua moglie e madre della piccola Aysha.

Intanto la carriera sportiva prosegue: dopo i primi sei mesi di ambientamento, nella stagione 2010/2011 Radja inizia a giocare con più assiduità nel periodo coincidente con la breve esperienza di Bisoli sulla panchina rossoblù, il quale stravede per il centrocampista belga:

“È completo, fa le due fasi con estrema naturalezza, ha un buon tiro, un lancio lungo incredibile, soprattutto ha una forza di gambe nei primi tre metri pazzesca, non sbaglia tanti passaggi, recupera una quantità incredibile di palloni” dirà di lui l’ex tecnico del Cagliari. Sì, perché di lì a poco Bisoli sarà esonerato e al suo posto verrà ingaggiato Donadoni. Ma poco cambia per il Ninja: ormai la sua carriera è decollata definitivamente, niente può fermare l’ascesa del campione.

Nel frattempo sposa la sua amata Claudia, a maggio del 2011, che lo renderà poi padre nel gennaio del 2012. Nel giugno 2013 il Ninja raggiunge l’ennesimo traguardo: visita per la prima volta l’Indonesia, il paese natio del padre che tanti anni prima l’aveva abbandonato. Paese con il quale aveva comunque mantenuto un rapporto intangibile ma vivo dentro di sé. E il buon Radja anche lì viene accolto come un eroe, facendo letteralmente un bagno di folla.

E oggi? Oggi Radja Nainggolan è il calciatore del momento in Italia: tutti lo vogliono, tutti lo cercano ma, per ora, nessuno se lo è preso. E in molti, qua in Sardegna, continuano a coltivare la speranza che la situazione non cambi. Noncuranti, purtroppo, delle ferree leggi di mercato del calcio attuale. E magari, in fondo in fondo (ma poi neanche così tanto), anche il nostro Ninja ci spera.

Ma tranquillo Radja, vada come vada la Sardegna e i tifosi sardi (quelli veri) ti potranno dire soltanto una cosa, di vero cuore: GRAZIE!