C'è spazio per Gaston Pereiro in questo Cagliari?

Il fantasista uruguagio sta vedendo poco il campo, ma potrebbe essere un valore aggiunto

pubblicato il 05/10/2021 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2021

Gaston Pereiro è sempre stato uno di quei giocatori che dividono, uno di quei solisti che da una parte mettono tutti d'accordo per le qualità ma che poi dall'altra non convincono appieno, vuoi per la discontinuità o per l'intermittenza. La scorsa stagione porta anche la sua firma, quella nella folle vittoria contro il Parma, che arrivò grazie a un gol bellissimo e a un assist nel recupero dell'ex PSV.

Questo sarebbe dovuto essere l'anno della consacrazione, ma finora, nelle prime 7 partite, ha giocato soltanto 74', subentrando dalla panchina nell'ultimo quarto d'ora, senza avere il tempo di lasciare il segno. Il modulo del Cagliari non fa per lui, il 4-4-2 di Mazzarri non prevede ovviamente il trequartista, e come seconda punta c'è già un Keita che sta facendo molto bene oltre il solito Joao Pedro.

Ma Pereiro potrebbe essere più di una riserva da buttare a gara quasi finita. Per una squadra prevedibile come il Cagliari, che non ha grandi alternative al suo gioco, avere uno come il fantasista uruguagio potrebbe essere davvero un valore aggiunto. Certo, ci sono problemi più grandi al momento per i rossoblu, ma in un ipotetico 3-5-2, che Mazzarri conosce bene e metterà in campo ancora, perché non provare Pereiro da trequartista dietro le due punte, lasciando dunque solo due giocatori al centro della mediana per conferire più offensività alla squadra?

Valutazioni che farà ovviamente il mister, ma la sensazione è che, tra le tante cose da cambiare, anche nell'undici titolare ci sia qualcosa che non va. In realtà il modulo che più si addice al Cagliari, e non da questa stagione, è il 4-3-1-2, per le caratteristiche della rosa, e qui Pereiro potrebbe rientrarci benissimo. Magari arriverà il suo momento, Mazzarri è qui da poco e non conosce ancora bene i suoi uomini, avrà tempo per decidere.

L'esperienza insegna però che come Ounas, che l'anno scorso durò 6 mesi per poi fare faville al Crotone e venir ripreso dal Napoli, dove ora viene tenuto in considerazione da Spalletti, bisognerebbe puntare sui pochi solisti che si hanno in squadra.