Cagliari, pregi e difetti della gara contro la Juventus

L'analisi di cosa è andato e cosa invece no nel match perso 2-0 a Torino

pubblicato il 22/11/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2020

Il Cagliari cade 2-0 in casa della Juve, troppo Ronaldo per i rossoblu che non entrano mai partita, nonostante i bianconeri diano la possibilità di giocare. Determinanti le assenze di Nandez e Godin, oltre quella di Lykogiannis, che hanno costretto Di Francesco a tirare fuori una formazione sperimentale. Al di là della sconfitta comunque si è vista una squadra che non ha mai mollato. Analizziamo cosa è andato e cosa invece no nel match di Torino.

Pregi

Il Cagliari è partito con l'approccio giusto, aggredendo in alto la Juventus e pressando i difensori in fase di impostazione, come voleva il mister. Non è durato come atteggiamento, ma va premiata comunque la mentalità iniziale.

Il fatto poi di continuare a provarci per tutti i 90', anche dopo il raddoppio juventino, è un sintomo di crescita e maturità. I rossoblu non hanno mai tirato i remi in barca, a differenza di altre gare come quella contro la Lazio, dove c'è stata una resa anticipata. Nonostante non siano arrivate azioni da gol, il Cagliari ha provato a sfruttare gli spazi concessi dalla Vecchia Signora, che attaccava ma si lasciava anche scoperta dietro.

E poi la condizione fisica, che è rimasta la stessa per tutto l'arco della gara. La Juventus ha fatto girare la palla ma i sardi non si sono stancati eccessivamente, hanno tenuto il ritmo e l'intensità fino alla fine. Tra i singoli l'unico che ha brillato è stato Gabriele Zappa, che non sarà perfetto in fase difensiva, ma ha spinto per l'intero match e questa volta ha pure limitato le folate bianconere dalle sue parti. Un'altra prova di personalità, oscurata dal risultato finale.

Difetti

La formazione era quella che era, ma quando Di Francesco l'ha corretta in corsa ci si è accorti che quella iniziale dava poco equilibrio. Tuttavia non si può rimproverare il tecnico se mancavano all'appello Godin, Nandez e Lykogiannis, tre pilastri, soprattutto i primi due, fondamentali per la squadra.

Il Cagliari non ha creato praticamente occasioni da gol, Simeone è stato impalpabile e Joao Pedro non è stato molto d'aiuto. Anche Ounas, che a volte cercava la giocata personale, ha fatto poco o nulla. Per la prima volta dopo otto giornate i rossoblu non hanno creato una sola azione pericolosa degna di nota, e Buffon è stato spettatore.

Complimenti a Ronaldo, che continua a stupire, ma le due reti portano la complicità inevitabile del reparto difensivo isolano. Nel primo gol ci sono tre difensori sul portoghese, ma il numero 7 riesce a calciare indisturbato. Ma sopratutto nel secondo, dove su calcio d'angolo è praticamente solo e ribadisce in porta, ci sono i limiti di una marcatura a zona che non può funzionare su palla inattiva e specialmente su un predatore d'area come lui.

Tuttavia, perdere contro la Juve e contro CR7 ci può stare, la nota importante è l'identità che gara dopo gara sta diventando sempre più solida, sperando che si traduca anche in risultati. Ora il Verona in Coppa Italia, poi lo Spezia in campionato, due gare decisamente diverse da quella di Torino dove si vedrà sicuramente un altro Cagliari.