Il 4-3-3 di Di Francesco ha bisogno del miglior Marin

Il centrocampista non ha incantato nelle prime uscite e la squadra ne ha risentito: la rinascita del Cagliari passa dalle sue prestazioni

pubblicato il 01/10/2020 in Approfondimenti da Antonello Cossu
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Antonello Cossu
2020

Dopo due partite ormai in archivio che sono valse un solo punto in classifica non è assolutamente tempo di bilanci - è ancora presto per tirare le somme - ma è il momento di alcune riflessioni sugli uomini che sono scesi in campo, in particolare in alcuni ruoli chiave.

Uno di questi è certamente il regista, soprattutto nel 433 di Di Francesco che non può assolutamente prescindere dal centrocampista di costruzione in mezzo alle due mezze ali di corsa, strappo e inserimento. Nelle due prime uscite della stagione, il tecnico ex Sampdoria ha schierato in quella posizione il nuovo acquisto Razvan Marin, romeno proveniente dall’Ajax, che però non ha rispettato a pieno le aspettative. Il giocatore ha mostrato qualche discreto spunto ed una buona tecnica individuale ma anche tanta confusione che non ha aiutato la squadra ad esprimersi al meglio. In poche parole, in Sardegna ancora non si è visto il miglior Marin e forse è anche per questo che il Cagliari fatica ad ingranare dal punto di vista della manovra.

Come già accennato, è quasi impossibile utilizzare il 433 senza un regista puro in grado di catalizzare il gioco, in grado di dare geometria ed ordine ad un centrocampo prettamente offensivo che tende a correre in avanti. Ora, detto questo, quali sono le soluzioni al "problema"? La prima è anche la più semplice: dare fiducia a Marin e aspettare che si prenda le chiavi della mediana. Scenario che probabilmente si verificherà. La seconda invece è una via che Di Francesco ha lambito, della quale ha parlato, ma che spera di non dover imboccare, ovvero il cambio di modulo. Non perché sia un ferreo integralista, questo no e lo ha dimostrato a Roma, ma perché ha ribadito più volte di credere nei propri giocatori e nelle proprie idee e di non volerle accantonare per il momento.

Ai posteri e al campo l’ardua sentenza. Una cosa è certa: il Cagliari ha bisogno di fare punti dopo un inizio stentato e la partita di domenica contro l’Atalanta non sembra capitare nel momento giusto. Tuttavia, il bello del calcio è proprio questo, nulla si può dare per scontato e tutto può accadere con le condizioni giuste. Chissà che il Cagliari non stupisca il mondo del calcio italiano proprio come accaduto l’anno scorso e porti a casa la giusta ricompensa. Sognare non costa nulla, tanto meno se di mestiere si fa il tifoso.