Cagliari, come puoi migliorarti?

Rossoblu in netta crescita, ma ci sono ampi margini per fare sempre meglio

pubblicato il 29/06/2020 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi
2019

Senza nascondersi dietro un dito, ciò che serviva al Cagliari era (in estrema sintesi) la vittoria. Non sempre però, chi semina raccoglie (scherzi del calcio).
E se il Maran pre esonero, invocava al vento la tanto (mai arrivata) fortuna  per “allungarsi la vita in Sardegna”, ora anche la dea bendata sembra finalmente (roba non da poco) sorridere a Walter Zenga.

Dopo il non felice esordio post Covid a Verona, figlio di 35 minuti iniziali di totale smarrimento, in cui gli scaligeri hanno costruito il loro successo, il Cagliari con giusta autocritica del mister, è riuscito pian piano, a calibrare gli errori lavorando sulle criticità.

Le prime avvisaglie di cambiamento si son viste contro la Spal a Ferrara. Già dall'approccio i rossoblu, scottati dal Bentegodi, hanno infatti tenuto alta la concentrazione e fin dall'inizio lavorato con pazienza per tutta la gara. Grazie al guizzo di Simeone e la prestazione maiuscola di Ragatzu, i tre punti al 93' (dopo la parata-miracolo di Olsen) son parsi l'oasi nel deserto attesa per mesi.

Il successivo step positivo è arrivato poi in casa contro il Toro. Dove il rientro di Nainggolan a centrocampo, la corsa di Nandez e Rog, la concretezza di Simeone e la freddezza di Joao Pedro dal dischetto, sono bastate per domare i granata nonostante aver concesso loro (per calo di tensione) due reti evitabili.

La crescita c'è stata, ma ci sono anche margini di miglioramento per fare sempre meglio.

Se il mea culpa di mister Zenga post Verona è infatti servito al gruppo per darsi una svegliata, il ritorno del Ninja per ravvivare il centrocampo e l'esordio positivo di Carboni per “allungare” una rosa già sovraccarica di lavoro, esistono ancora aspetti per cui migliorarsi ulteriormente.

Ad esempio il gol subito. Immediatamente dopo l'ingresso in campo di Ionita e Cigarini e segno evidente di un brusco cambiamento degli equilibri dopo il turnover in contemporanea e mal digerito dalla squadra, i troppi palloni persi in fase di ripartenza e in zone off limits, l'aver (per alcuni tratti) dato al Toro l'impressione di poter riaprire la partita e raddrizzarla, sono aspetti su cui focalizzarsi in vista dei prossimi incontri.

Una Spal sprecona sotto porta e un Torino forse in giornata no, non tolgono i meriti alla banda di Zenga che in entrambe le occasioni ci ha creduto.  Allo stesso tempo però i rossoblu (tornando coi piedi per terra), hanno tanti spunti su cui lavorare affinché gli errori siano centellinati al minimo in vista di futuri avversari che sulle leggerezze di un Cagliari distratto, potrebbero speculare.

E alla voce “regali” per questa stagione, gli isolani hanno già dato fin troppo.