Cagliari, e l'approccio iniziale?

I 35 minuti (da incubo) che hanno condizionato pesante la gara dei rossoblù

pubblicato il 21/06/2020 in Approfondimenti da Mario Siddi
Condividi su:
Mario Siddi
2019

La sconfitta per 2-1 maturata al Bentegodi è rivelatrice di come spesso, un approccio sbagliato alla gara, possa determinarne gli sviluppi e le inerzie. Al Cagliari di Zenga visto a Verona è successo proprio questo e ad un inizio da incubo, durato 35 interminabili minuti, non è seguito poi il giusto cambio di marcia per risistemare il risultato.

Merito anche dell'Hellas certo, ma in un campo ostico come quello scaligero, concedere parte del primo tempo agli avversari è un errore imperdonabile. Tanto più quando (come era prevedibile)  il ritmo sulle gambe non è al top, e partire forte dal primo minuto può risultare decisivo almeno per limitare il furore agonistico degli avversari.

Il Cagliari invece ci ha messo del suo regalando campo, iniziative, tiri e pallino del gioco ai gialloblu che appena è stato possibile, hanno punito gli undici isolani. Due gol nello spazio di 15 minuti del primo tempo, inframmezzati da una traversa da brividi di Lazovic, son bastati al Verona per costruirsi la vittoria, e alla banda di Zenga per accorgersi di essere in campo da un pezzo e dover provare a reagire.

Numerosi i passaggi sbagliati, gli appoggi fuori misura, le distanze eccessive tra reparti, e le indecisioni al limite dell'area. Così come (sempre al primo tempo) la troppa sofferenza nell'uno contro uno nei duelli contro il portatore di palla e i lanci lunghi fini a sé stessi alla ricerca di fortuna per liberarsi di una palla che scotta.

Resta da salvare il gol di Simeone, l'impegno su tutti di Nandez e Rog, e una timida seppur tardiva reazione nel secondo tempo. Troppo poco per far punti in trasferta, abbastanza per preparare la prossima partita e migliorare l'approccio alla gara, mostrando la fame e la grinta necessarie fin già (si auspica) dal sottopassaggio.

Se fino alla fine del campionato devono essere tutte “finali”, si scenda in campo decisi fin dal primo minuto. A Zenga il compito di allenare quest'aspetto mentale, ai giocatori quello di seguire il mister e dare battaglia dal fischio d'inizio.