Crisi Cagliari, meriti e colpe di Maran

Il tecnico rossoblu sotto la lente di ingrandimento: cosa va, cosa non va e soprattutto cosa si può fare

pubblicato il 12/02/2020 in Approfondimenti da Michelangelo Corrias
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Michelangelo Corrias
2019

Il Cagliari è in crisi, ormai è un dato di fatto. Dopo il pari di San Siro e la prestazione convincente contro il Parma (in cui i rossoblu meritavano i tre punti) è arrivato il ko del Ferraris a rimettere tutto in discussione, con una triste verità: non si vince dal 2 dicembre. Quando si perde, il colpevole principale viene individuato nell'allenatore, ma non sarebbe giusto crocifiggerlo a nome di tutti, perché anche i giocatori hanno la proprio parte in tutto ciò. Meglio quindi analizzare a 360° la posizione di Rolando Maran in questo frangente di stagione

Responsabilità 

Il gioco - Il tecnico trentino non può non essere esente da colpe. Contro il Genoa, nonostante le assenze e gli infortuni durante le gara, la squadra è apparsa senza una filosofia di gioco chiara, ma molto spesso ci si è affidati alle soluzioni personali di Nainggolan, sperando che tirasse fuori il coniglio dal cilindro. Non è la prima volta che i sardi si affidano ai propri totem e smettono di proporre gioco. Quando le cose si mettono male, si cerca prima il singolo che il collettivo, finendo col diventare prevedibili e confermando la carenza di idee. C'è un che di confusionario in tutto questo, e Maran lo sa. Dove è finito il Cagliari arrembante di inizio stagione, quella macchina asfissiante e martellante che faceva paura a chiunque? Sta a lui cercare di ritrovarlo.

La mentalità - L'approccio al match viene trasmesso dall'allenatore, i giocatori poi lo traducono sul campo. Ultimamente l'11 rossoblu è parso in alcuni tratti della gara rinunciatario, poco coraggioso e con diverse amnesie, soprattutto difensive. Urge cambiare qualcosa nella testa, ma deve partire dal tecnico.

I cambi - È da qualche tempo che Maran non azzecca più le sostituzioni. Dal match contro la Lazio per la precisione. Una prova si è avuta anche con il Parma e a Udine. Nei momenti decisivi, la lettura della gara non è corretta, e le scelte adottate nel finale spesso sono state pagate amaramente.

Meriti 

La classifica - C'è stato un momento in questa stagione in cui il Cagliari era addirittura in zona Champions, poi è scivolato al sesto posto, mantenendolo a lungo. Se è stato così (e può ancora succedere) una nota di merito va sicuramente a Maran, che ha forgiato, grazie anche alla società, una squadra da prime sei-sette posizioni. Non bisogna quindi buttare via il lavoro fatto fin qui dal mister trentino, ma a volte guardare il bicchiere mezzo pieno non fa male.

L'arrangiarsi con quello che si ha - Spesso lo si dimentica, ma questa squadra sta giocando da inizio stagione senza Pavoletti, da diversi mesi senza il suo pilastro in difesa, un certo Luca Ceppitelli, e da un mese senza Rog, altra pedina fondamentale nello scacchiere rossoblu. Inoltre, tra Cacciatore, Mattiello, Castro finché c'era e compagnia, Maran ha dovuto fare i conti con l'infermiera che gridava pietà, ed è riuscito in molti casi a fare di necessità virtù. Talvolta grazie alle seconde linee, altre volte con qualche intuizione a gara in corso e, ancora, sorprendendo gli avversari con cambi di modulo, vedi contro l'Inter. Ha saputo essere camaleontico nel modo giusto.

Cosa fare 

Allenare l'attenzione - Molti gol sono stati presi su errori individuali, ingenuità non ammissibili, blackout di reparto. Esercitarsi sul tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti (più recupero) sarà un passaggio fondamentale per maturare.

Cinismo - Quante volte si poteva chiudere una partita e invece si è rimasti beffati dagli altri (Lazio e Parma insegnano più di tutti)? Il Cagliari, tutto sommato, le sue occasioni le costruisce, ma non fa il necessario per capitalizzarle. Anche contro il Genoa Joao Pedro ha avuto la clamorosa palla gol per il pareggio, ma ha ciccato, un errore non da lui visto il bottino di reti stagionale.

Non mollare - Non si può, punto. Mancano ancora 15 giornate, può succedere di tutto. Le squadre in lotta per un posto in Europa sono quattro o cinque, ma bisogna crederci. A parte Milan e Napoli, prossima sfidante tra l'altro, le restanti sono inferiori per organico ai rossoblu. E allora forza, perché deve essere solo un sogno, quando è alla portata? Maran è il primo a crederci sicuramente, ha solo smarrito la bussola. Può succedere anche al migliore dei capitani: l'importante è capire a questo punto dove soffia il vento per poter ripartire.