Un modulo più elastico

Maran punta tutto sul 4-3-2-1, possibile cambiare almeno in corsa? E come?

pubblicato il 09/01/2020 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni
2018

Le fortune del Cagliari in questo campionato sono inevitabilmente passate dall'intuizione avuta da Maran, ovvero quella di puntare su un modulo con un un'unica punta e un folto centrocampo impegnato a supportare entrambe le fasi.

Una scelta vincente, ma in parte obbligata vista l'assenza di Pavoletti e le poche alternative a disposizione nel reparto avanzato.

Tale impostazione tattica comporta un dispendio di energie ingente per diversi interpreti, ma in particolar modo per l'unica punta e le mezze ali. Simeone spesso e volentieri, grazie anche ad una devozione alla causa ammirevole, lotta in solitaria contro le difese avversarie, mentre, più spesso rispetto agli altri compagni, Rog e Nandez devono coprire una zona di campo piuttosto estesa, che li chiama all'aiuto del terzino e contemporaneamente al supporto della trequarti.

Un vestito che calza bene, ma che raramente ha previsto modifiche dal fischio d'inizio o a partita in corsa.

Simeone in linea teorica andrebbe a beneficiare della presenza al suo fianco di un ariete come Cerri per avere alternative valide al proprio gioco, così come l'utilizzo di un solo trequartista renderebbe più fluida la manovra nel suo sviluppo offensivo. Non solo, la spinta dei terzini avrebbe due terminali con caratteristiche differenti e complementari.

Riflessioni incentrate verso una maggiore produttività offensiva, che ovviamente potrebbero minare l’equilibrio difensivo. Tuttavia il mercato di riparazione e le sue ipotetiche soluzioni potrebbe spingere lo stesso Maran quantomeno verso la considerazione di un cambio di modulo in taluni frangenti o al cospetto di alcuni avversari.

Le tre sconfitte consecutive e una spinta affievolita sono ulteriori argomentazioni più o meno valide al sostegno del cambiamento o dell'alternanza, in attesa che il campo emetta nuovi e inappellabili risultati con i quali fare inevitabilmente conto.