Tifosi esigenti si, irrazionali no: ecco il perché e cosa pensano

Capire questo Cagliari dando il giusto peso agli eventi

pubblicato il 24/12/2019 in Approfondimenti da Mario Siddi
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Mario Siddi
2017

17 gare disputate, soltanto 4 le sconfitte incassate, di cui solo una in trasferta. 13 i risultati utili consecutivi (8 vittorie e 5 pareggi). Gol fatti 33, subiti 23. Sesto posto in classifica con 29 punti. 

Questi i numeri con cui il Cagliari chiude il 2019. Una marcia in crescendo che dalla terza di campionato (contro il Parma) ha proiettato gli uomini di Maran in piena lotta alla corsa per l'Europa  dove i giochi restano tutt'ora aperti e senza nulla di compromesso. Ovvero, oltre ogni più rosea aspettativa.

Numeri che, se saputi leggere, riempiono d'orgoglio anche i tifosi più esigenti, ma che nonostante tutto, non bastano a placare gli animi di quelli più irrazionali e scontenti di qualche calo di tensione (fisiologico) della squadra.

Alcuni dettagli delle due categorie, meritano menzione e analisi. Pesare i giudizi senza discostarsi dalla realtà, è il modo migliore per critiche costruttive.

Cosa pensa il tifoso irrazionale

I vizi di forma - Sono tanti, per il tifoso irrazionale (i se, i ma, i forse, i magari) di una squadra che con qualche punto in più, ora sarebbe tra le prime tre in classifica. Il gioco è sommare i punti sfumati a quelli acquisiti, trascurando che in gare come contro Lecce, Sassuolo e Lazio, si è pagato a livello atletico e mentale proprio lo sforzo dovuto ai punti incamerati i turni precedenti.

Il giocattolo rotto - Proprio così. Per il tifo irrazionale infatti, le due sconfitte con Lazio e Udinese, bastano per parlare di “rovina”. Manco si fosse alla penultima di campionato. Ad oggi invece, mancano 21, per esteso (ventuno) incontri ed in ballo ci sarebbero la bellezza di 63, per esteso (sessantatré) punti. Che tradotto, significa un campionato tutto da decidersi.

Critica l'allenatore - Un mister ritenuto il responsabile di qualche scelta sbagliata nella gestione di alcune sostituzioni e per questo additato come la “presunta causa” di alcuni risultati infelici per i rossoblu. Non ricordando che la stessa persona, Rolando Maran, ha avuto ragione in svariate partite, inserendo gli uomini giusti al momento giusto. Su tutti? Castro a Napoli, Oliva a Bergamo, Cerri con la Samp e Ragatzu contro il Sassuolo. Per la cronaca fanno (da soli) 10 punti.

Cosa pensa il tifoso esigente

Accetta i passi falsi - Difficili da metabolizzare, ma che comunque ci possono stare. Esigere risultati e prestazioni non significa un'isterica critica del “non ancora raggiunto” o del “non ancora acquisito”. Si tratta di capire e apprezzare una squadra come il Cagliari che, costruita per un campionato dignitoso, lo sta più che onorando. Al momento, superano le più ottimistiche previsioni di inizio stagione. Alzi la mano chi pensava di ritrovarsi sesto a dicembre.

Risulta orgoglioso - Dopo tanti anni di lotte salvezza e campionati di sofferenza infatti, sta imparando a divertirsi ammirando la sua squadra che si gioca la partita in qualsiasi campo d'Italia. Senza dare per scontato il privilegio (spesso scordato) e per certe altre piazze “di provincia” mai vissuto, di sostenere una rosa che ad oggi porta il nome della città al sesto posto in serie A.

Crede nel futuro - Con la metà del torneo ancora da disputare, il tifoso esigente ma non irrazionale, realizza che il cammino è ancora lungo, pieno di ostacoli e stimolante proprio per questo. E' rispettoso del lavoro fin qui intrapreso dalla società e capisce le difficoltà che la massima serie riserva. Critica se necessario, e loda quando è il caso di farlo dando un giudizio equilibrato.