Cagliari, il mercato ha indicato il modulo

Acquisizioni e cessioni maturate in estate impongono l’utilizzo di un modulo difficilmente modificabile

pubblicato il 07/09/2019 in Approfondimenti da Marco Castoni
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Marco Castoni
Foto: Sky Sport

Nelle prime due giornate di campionato valse due evitabili sconfitte, Maran ha schierato la propria formazione con due moduli differenti. Al cospetto del Brescia, il classico 4-3-1-2 con Nainggolan regista ha restituito una squadra in fase di rodaggio ed incapace di produrre trame valide, mentre contro l’Inter, il 3-5-2 con Nandez nelle vesti di tornante sulla fascia destra, ha alimentato più di un dubbio circa la perseguibilità di tale veste anche per le prossime sfide.

La presenza in rosa di quattro centrali di difesa e di ben tre terzini atti a presidiare la fascia destra, difficilmente potrà consentire, salvo rari casi, l’utilizzo di un modulo basato su una difesa a tre. Un solo interprete di riserva infatti, a fronte di squalifiche o inevitabili problemi fisici, appare insufficiente e rende la cessione di Romagna così come la mancata acquisizione di un suo sostituto, una mossa difficilmente comprensibile.

Non solo, se sulla sinistra Pellegrini e Lykogiannis hanno le peculiarità indispensabili a ricoprire il ruolo di tornante a tutta fascia, il Nandez reduce da un grande secondo tempo contro l’Inter appare impegnato in un contesto diverso rispetto a quello che ne ha esaltato le caratteristiche, mentre i vari Pinna, Mattiello e Cacciatore hanno una vocazione primariamente difensiva.

Riflessioni che sottintendono l’utilizzo di un modulo piuttosto che il perseguimento di una linea estemporanea, non supportata dalla giusta quantità di alternative valide e garanzie tecniche.

Un undici titolare ricco di certezze ma anche di diverse incognite e giocatori impegnati nel recepimento di schemi e dinamiche nuovi, necessita di uno schieramento chiaro e capace di un utilizzo ottimale dei giocatori e delle loro caratteristiche.

Ripartire prontamente da Parma è un compito a cui Maran e i suoi ragazzi sono chiamati a gran voce, incamerando così punti e convinzioni salde, imprescindibili per il raggiungimento di quella dimensione che il mercato e le sue figurine sembrano assicurare al Cagliari e i suoi tifosi.