Generation Cellino

Tanti tifosi hanno conosciuto solo lui

pubblicato il 13/06/2014 in Approfondimenti da Roberto Scalas
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Roberto Scalas

Dopo 22 anni in sella al Cagliari non c’è più Massimo Cellino. A notte fonda è stato emesso il comunicato della società che ufficializza il passaggio di consegne a Tommaso Giulini.

Tantissimi tifosi sono nati e cresciuti seguendo il Cagliari guidato da Cellino subito affascinati da una squadra capace di qualificarsi in Coppa Uefa per poi cavalcarla sino alle semifinali con l’indimenticato Bruno Giorgi. Quelle annate aumentarono le attese tra i supporters rossoblù senza però avere la gioia di rivivere quelle “emozioni europee”, sfiorando la qualificazione con Tabarez in panchina e accarezzando nuovamente quel sogno nel precampionato in cui venne ingaggiato Giovanni Trapattoni: in tanti ricorderanno i grandi proclami con tanto di pubblicità della campagna abbonamenti con Aldo, Giovanni e Giacomo protagonisti. Poi la stagione, del tutto deludente considerando le premesse, venne raddrizzata dal ritorno di Giorgi in panchina che, con quella stagione, chiuse definitivamente con il calcio, ormai un mondo sempre più incentrato nel business che non gli apparteneva più.

Nel 96/97 i primi dolori dell’era targata Cellino. Prima con Gregorio Perez e poi con Mazzone la stagione fu una continua rincorsa per non spronfondare in serie B. Grazie alla vittoria per 1-0 contro il Milan all’ultima giornata, la serie A era appesa ad un filo chiamato spareggio salvezza ma, a Napoli, il Piacenza ebbe la meglio mandando tra i cadetti i rossoblù.

In serie B, in sanlurese si affidò ad un esperto in promozioni: Giampiero Ventura. Il tecnico genovese, fresco della doppia promozione con  il Lecce dalla C1 alla A, centrò l’obiettivo di riportare subito in massima serie il Cagliari grazie ai suoi fedelissimi (Zanoncelli, De Patre e Macellari su tutti) e ai goal di Muzzi e Dario Silva. L’anno dopo arrivò una salvezza tranquilla, con Ventura che si congedò a fine stagione per allenare la “sua” Sampdoria.

Il Tabarez bis non portò i frutti sperati e, dopo 4 giornate, lasciò il posto a Ulivieri che non riescì ad evitare la retrocessione in B.

Da qui parte il momento più buio della presidenza di Massimo Cellino: l’inferno della serie B durò 4 anni. Per riottenere la promozione, l’attuale proprietario del Leeds, si affidò ad un sardo che in Inghilterra è diventato leggenda: Gianfranco Zola. Con un trio d’attacco tutto fantasia e velocità composto dallo stesso Zola, Suazo ed Esposito, con Langella come primo rincalzo, Reja riportò la squadra in serie A.

Dal 2004/05 è stata solo serie A, con l’unico rischio corso nella stagione 2007/08 evitando la retrocessione grazie al “miracolo Ballardini”.

Dieci anni di fila nel calcio che conta per una squadra che rappresenta una regione intera. Da oggi un cambio epocale per il club e tifosi ripongono in Giulini tante speranze, la prima uno stadio degno.

Ora è troppo presto per giudicare anche se, le prime parole del proprietario della Fluorsid, fanno ben sperare. Nei prossimi giorni, con le scelte di tecnico e mercato, si potranno captare le ambizioni dell’imprenditore milanese.

Cellino si congeda ringraziando tutti, compresi i tifosi. Un grazie è doveroso, nonostante tutto. Del resto la generazione che è cresciuta sotto la sua era ha vissuto l’emozione della coppa Uefa e, inoltre 11 anni consecutivi (considerando la prossima stagione) in serie A non è roba di poco conto.